Educazione finanziaria, microcredito, progetti di vita

(di Francesco Terreri)

 

"Le turbolenze del sistema bancario e i problemi di tanti risparmiatori hanno finalmente fatto uscire dalla marginalità temi come la consapevolezza di dove vanno a finire i nostri soldi, la gestione del proprio denaro e di quello preso a prestito, l’autonomia economica: insomma i temi dell’educazione finanziaria. In questo campo qualcosa negli ultimi anni è stato fatto, dalla Banca d’Italia, dal mondo del credito cooperativo, da alcune fondazioni. Sicuramente troppo poco, se è vero che periodicamente emergono episodi di “risparmio tradito”, di famiglie o piccole imprese travolte loro malgrado i crac della finanza internazionale.

 

Eppure c’è qualcuno che da sempre ha messo l’educazione finanziaria al centro della sua attività: è il mondo della finanza etica, della microfinanza, dell’economia solidale, dove l’educazione e la formazione sono centrali perché è la stessa proposta di un’economia inclusiva e socialmente orientata che si fonda sulla diffusione tra i cittadini degli strumenti per capire e cambiare la finanza.

 

Ma da queste esperienze emerge che l’educazione finanziaria non è un trasferimento unilaterale di conoscenze: è uno scambio. Non si tratta solo di insegnare cosa sono il risparmio, il credito, l’impresa, si tratta di scoprire e di conoscere pratiche originali di risparmio, di credito, di impresa che spuntano fuori nei contesti di povertà e di esclusione che caratterizzano ancora gran parte del mondo, perfino tra le migliaia di persone in fuga dalle aree di guerra, di violazione dei diritti umani, di persecuzioni, di miseria: in quell’afflusso di profughi che è diventato uno dei grandi nodi politici dell’Europa attuale. Ancora una volta, sotto le macerie dei bombardamenti e delle esecuzioni, si scoprono risorse nascoste che possono aiutare a costruire progetti di vita e di convivenza.

La pratica di una finanza diversa da quella ufficiale porta alla luce fatti sorprendenti: i poveri risparmiano, la bancarella del mercato di Cotonou è un’impresa, il rifugiato che pulisce l’ufficio è in realtà un decoratore che riesce ad organizzare il lavoro di un gruppo di ragazzi ex tossicodipendenti, la profuga da la sarta mettendo a frutto la passione per il cucito trasmessa dalla mamma, il giovane sbarcato a Lampedusa apre un negozio a Trento.

 

Le esperienze progettuali di Associazione Microfinanza e Sviluppo Onlus riflettono l’incrocio tra alcune grandi questioni del nostro tempo: l’educazione finanziaria, un diverso modo di fare banca e credito, le migrazioni, i rifugiati.

In questi anni, da Trento a Vicenza, da Venezia a Roma, da Bologna a Catania, e poi da Buenos Aires a Campinas, da Noakhali a Kwentou, da Kasserine a Malinyi, l’Associazione ha divulgato temi e strumenti della microfinanza, ha sostenuto e orientato progetti di microimprese e fondi di microcredito, soprattutto ha dato un contributo alla formazione e all’educazione finanziaria di comunità locali di Paesi del Sud del Mondo e di gruppi svantaggiati in Italia. Incontri in cui si approfondiva il bilancio famigliare e il business plan aziendale, la gestione delle rimesse degli emigrati e le condizioni per l’accesso al credito delle microimprese.

 

L’educazione finanziaria è uno strumento cruciale per valorizzare risorse nascoste e aiutare tante persone a riprendere in mano, non solo la gestione dei propri soldi, ma soprattutto quella della propria vita. Per aiutare tanti naufraghi, tra i marosi dei crac della finanza internazionale o tra le precarie traversate del Mar Mediterraneo, troppo spesso finite tragicamente."