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Microcredito, decolla il rating sociale

Col maggio 2008 si è chiusa una fase dello sviluppo della valutazione e del rating delle istituzioni di microfinanza (Mfi). Infatti il Rating fund, il fondo che sosteneva parte delle spese delle organizzazioni di microcredito per la valutazione, ha cessato di sussidiare questa attività. Il fondo era nato nel 2001 ed era promosso dalla Inter-American Development Bank (Idb), dal Cgap, il Consultative Group to Assist the Poor, consorzio di agenzie pubbliche di sviluppo, e dall’Unione Europea. La cessazione dei contributi è un altro dei passaggi verso la piena sostenibilità del mercato della microfinanza, anche se non mancheranno ulteriori iniziative per sostenere le istituzioni più piccole e più giovani. In compenso, sta crescendo la nuova frontiera del rating sociale delle Mfi, spesso finanziato dagli investitori.
In questi sette anni, le agenzie di rating specializzate in microfinanza – una decina, tra le quali l’italiana Microfinanza Rating Srl (www.microfinanzarating.com) – hanno prodotto quasi 600 rapporti di rating, per i quali il fondo ha erogato circa 4 milioni di dollari di contributi. Considerando che il cofinanziamento variava, in base ad una griglia di criteri, dal 40 all’80%, il mercato del rating della microfinanza si può stimare non lontano dagli 8 milioni di dollari.
I rapporti di valutazione sono stati più numerosi in America Latina, il 42% del totale, e in Africa Subsahariana, il 22%. Il 17% dei rating ha riguardato organizzazioni dell’Europa centro-orientale e dell’Asia ex sovietica, l’8% istituzioni dell’Asia meridionale, il 6% l’Asia orientale, il 5% i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente. La minore rilevanza delle Mfi asiatiche, che costituiscono la maggioranza delle istituzioni di microcredito del mondo, si spiega con la loro maggiore solidità media e la maggiore capacità di arrivare agli investitori senza il supporto di un rating, anche se in molti casi sono state in grado di finanziarlo autonomamente senza ricorrere al fondo del Cgap.
Finora il rating delle Mfi si è concentrato soprattutto sugli aspetti della sostenibilità economica e finanziaria piuttosto che sulla performance sociale. Questo è stato considerato piuttosto naturale: il microcredito nasce per definizione con una missione sociale, combattere la povertà, il problema è se regge nel tempo dal punto di vista economico. Di recente però la valutazione sociale ha acquistato importanza, soprattutto perché il processo verso la sostenibilità del settore ha accresciuto il rilievo degli investitori rispetto ai tradizionali donatori.
Meno risorse a dono, più investimenti. È cresciuta quindi la richiesta, da parte degli investitori – finanziarie etiche, fondi di investimento, banche – di valutare anche la performance sociale delle istituzioni che finanziano. Organismi come Oikocredit, la finanziaria etica europea che investe in microfinanza 380 milioni di dollari, o Cordaid, l’organizzazione cattolica olandese (quasi 50 milioni di investimenti), chiedono di poter considerare e comunicare ai cittadini e risparmiatori che mettono i propri soldi i risultati raggiunti dalla missione originaria delle Mfi.
Come spiega Lucia Spaggiari, analista di Microfinanza Rating, la valutazione della performance sociale di una istituzione di microcredito riguarda sia i risultati raggiunti che i processi, i prodotti e i comportamenti organizzativi adottati. Il rating sociale ha come obiettivi l’aumento della trasparenza dell’azione della Mfi, la fornitura di una «chiara immagine della performance sociale al consiglio di amministrazione, ai dirigenti e al personale», il confronto tra performance delle diverse Mfi e, naturalmente, la possibilità di fornire uno strumento indipendente a potenziali investitori per le loro decisioni. Le aree di analisi coincidono in parte con quelle della responsabilità sociale d’impresa, verso i clienti, il personale, la comunità e l’ambiente. Ma poi ci si sofferma sulla specifica missione delle microfinanziarie, l’outreach, cioè quanti e quali destinatari poveri si raggiungono e con quali tipi di servizio. Una misura, cioè, del contributo dell’istituzione di microcredito alla lotta all’esclusione finanziaria.

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© 2008 Microfinanza - Page update: 13 | 10 | 2008