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Bangladesh, l'alba del giorno dopo

Dhaka – Tra maggio e settembre il Bangladesh, come tutta l'Asia meridionale, è stato colpito da alluvioni di eccezionale portata, le più gravi degli ultimi dieci anni. Secondo l'ultimo rapporto dell'Unicef, si contano oltre 800 morti, mentre i senzatetto e i profughi sono 9 milioni 200 mila su una popolazione di 150 milioni di abitanti. Tra le conseguenze del disastro, mezzo milione di case danneggiate, 8.000 scuole chiuse, la diffusione di diarrea e colera a causa della mancanza di acqua potabile.

La violenza dei monsoni nel golfo del Bengala non è una novità. Ma le associazioni ambientaliste e le organizzazioni non governative del paese lanciano quest'anno un particolare allarme: i disastri provocati dalle grandi piogge stanno aumentando d'intensità a causa dei cambiamenti climatici. Sundarbans, la più grande foresta di mangrovie del mondo, patrimonio dell'Unesco, da sempre una protezione naturale contro i cicloni, è oggi a rischio per l'innalzamento delle acque.

«La localizzazione del Bangladesh rende le alluvioni un fenomeno naturale» afferma Mohammad Ali Bhuyian, professore al dipartimento risorsa acqua della Bangladesh University of Engineering and Technology di Dhaka. «La verità però è che c'è una mancanza di pianificazione e di coordinamento nell'intervento da parte del governo». Il Bangladesh è governato dall'inizio di quest'anno da un esecutivo «tecnico» controllato dai militari, che tarda a portare il paese a elezioni democratiche. Sono note, inoltre, le coperture che dà al fondamentalismo islamista locale.

Una delle aree più colpite è il distretto costiero di Noakhali. Nell'area di Begumganj, dove vivono circa 600 mila persone, opera da molti anni The Fazlullah Foundation, un'organizzazione locale che promuove lo sviluppo dei gruppi di base, soprattutto delle donne, la formazione, la salute materno-infantile, la sicurezza alimentare e la crescita autonoma delle attività generatrici di reddito (microimprese).

Tra Fazlullah Foundation e Associazione Microfinanza e Sviluppo, che lavora da anni in Italia e nei paesi impoveriti per promuovere le imprese dei poveri e il microcredito, stava partendo una collaborazione per arrivare ad un progetto di microfinanza per le microimprese dei villaggi di Begumganj. Con il disastro di questi mesi, è diventata urgente una iniziativa di sostegno alla ricostruzione che si accompagni alla ripresa delle piccole attività locali e consenta di avviare un progetto di microcredito in condizioni di maggiore sicurezza ambientale.

Perciò l'Associazione Microfinanza e Sviluppo fa appello ai cittadini, alle imprese e alle istituzioni sensibili perché sostengano il progetto di riabilitazione post-emergenza da alluvioni e riavvio della formazione per le attività generatrici di reddito delle donne nell'area di Begumganj, distretto di Noakhali, Bangladesh.

L'iniziativa comprende:

- la riabilitazione delle strade nelle comunità rurali, che consentirà, oltre a ristabilire collegamenti vitali per il territorio, di impiegare, seppur temporaneamente, 200 persone delle stesse comunità

- la distribuzione di materiale scolastico di cui beneficeranno 600 fra bambine e bambini

- la ripresa dell'attività formativa, con 15 corsi dedicati a 100 partecipanti donne sulla gestione di emergenze per calamità naturali e 35 corsi con 350 donne in totale sull'avvio e la gestione di microimprese nel settore agricolo, zootecnico, dell'artigianato e dei servizi e sul microcredito

Le sottoscrizioni si raccolgono sul conto corrente bancario n. 000015319508 presso la Cassa Rurale di Trento, Filiale di Cognola, CIN k ABI 08304 CAB 01815, intestato a Associazione Microfinanza e Sviluppo, via Monticello di Fara 13/b 36040 Sarego (VI). Causale: Progetto Bangladesh

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© 2007 Microfinanza - Page update: 20 | 10 | 2007