Usura, allarme rosso nel Mezzogiorno
Il procuratore antimafia Vigna:
"La prevenzione si fa con la finanza etica e il microcredito"
Il procuratore nazionale antimafia
Pier Luigi Vigna
Il Mezzogiorno d'Italia è ancora stretto
nella morsa dell'usura e in particolare tre province, tutte concentrate
in Calabria, sono in situazione di allarme rosso. Il quadro preoccupante
emerge dall'ultima ricerca sul fenomeno degli strozzini curata dal
Centro Paolo Baffi della Bocconi di Milano e presentata il 26 novembre
2004 a Roma. Secondo il procuratore nazionale antimafia Pier Luigi
Vigna per prevenire occorre puntare sulla finanza etica e il microcredito.
Allarme sul moltiplicarsi di giochi legali: possono incrementare il
ricorso al prestito illegale perché abituano "all'uso
irrazionale del denaro".
L'indagine, commissionata dal ministero dell'Economia al Centro Paolo
Baffi della Bocconi, ha misurato il rischio usura nelle 103 province
italiane, tenendo conto non solo del numero delle denunce dei "cravattari",
ma anche di una serie di fattori economici e sociali: il tasso di
disoccupazione, il prodotto interno lordo, la presenza di sportelli
bancari, il valore dei depositi, l'insediamento della criminalità
nelle singole realtà. Lo scenario è tutt'altro che rassicurante:
l'Italia è divisa in due, con il sud (ad eccezione di Basilicata
e Sardegna) ad alto rischio usura.
Le province sono state divise in sei classi di rischio e nelle prime
tre, quelle a pericolo più elevato, ci sono 16 città
tutte dell'Italia meridionale e in particolare di Calabria, Sicilia,
Campania e Puglia. Mentre nell'ultima, a rischio minimo, ci sono solo
località del centro ma soprattutto del nord Italia. Se Reggio
Calabria, Catanzaro e Vibo Valentia sono
classificate "a rischio molto alto", non va molto meglio
a Caltanissetta, Crotone, Napoli, Enna, Palermo, Taranto e Brindisi
, finite nelle classe di pericolo "alto". E sono ancora
città tutte del Sud quelle "a rischio medio alto":
Agrigento, Catania, Benevento, Caserta, Messina e Cosenza.
"La situazione risulta sovrapponibile a quella dell'epoca in
cui è stata approvata la legge del 1996" sul contrasto
all'usura, avverte Ciro Iorio, capo dell'ispettorato Vigilanza della
Banca d'Italia. "Il mercato dell'usura rimane concentrato nelle
stesse zone del territorio nazionale; le denunce non sono aumentate;
le difficoltà di applicazione dell'ipotesi di reato in sede
giudiziaria permangono; l'utilizzo degli strumenti per prestare ausilio
alle imprese in situazioni di difficoltà è farraginoso".
Il procuratore nazionale antimafia Vigna chiede di puntare sulla prevenzione.
Come aveva già fatto alla Giornata nazionale della finanza
etica a Bologna il 20 novembre, Vigna ha sottolineato l'importanza
del microcredito e della finanza etica. "Soprattutto per l'attenzione
che rivolge alla persona e non alle mere garanzie patrimoniali, e
quindi perché rappresenta un efficace metodo per combattere
la piaga dell'usura. Oggi in Italia si stima siano circa 18 milioni
i cittadini che non possono ricorrere al credito. Rivolgendosi a queste
persone, la finanza etica supplisce al razionamento del credito effettuato
dalle banche facendo in modo che tali persone non debbano ricorrere
all'usura".
Vigna ha chiesto però anche uno stop al proliferare di lotterie
e giochi legali: "Per contrastare l'usura, tra i vari mezzi possibili,
c'è l'uso responsabile del denaro. Non mi pare che il moltiplicarsi
di giochi, giochini e giochetti che in Italia vengono proposti alla
gente faccia crescere il senso della responsabilità nell'impiego
di denaro,ma che anzi abitui all'uso irrazionale di esso".
Intanto Lino Busà, presidente della Fai, la Federazione che
raggruppa oltre 70 associazioni antiracket e antiusura, attira l'attenzione
sulla legge finanziaria. "Nella Finanziaria 2005, come ormai
succede da tre anni, non è stato previsto il rifinanziamento
del Fondo di prevenzione come previsto dalla Legge antiusura del 1996.
In assenza di queste risorse i consorzi fidi delle associazioni imprenditoriali
e le fondazioni antiusura, che con questi fondi hanno offerto garanzie
suppletive per i soggetti a rischio usura o in difficoltà con
il sistema bancario, sono ormai al collasso".
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