In favela si fa la spesa con la moneta locale
A Conjunto Palmeira, una favela di 30 mila
abitanti alla periferia di Fortaleza, capitale dello Stato di Cearà,
nel nord del Brasile, la spesa non si fa né in reais - la moneta
brasiliana - né in dollari o in euro. Si fa in palmas, la moneta
locale "inventata"da Banco Palmas, una microbanca popolare
nata cinque anni fa per sostenere le piccole attività economiche,
la ristrutturazione delle abitazioni, la lotta alla povertà.
E di povertà a Conjunto Palmeira ce n'è tanta. La maggioranza
degli abitanti non ha un lavoro, un lavoro regolare per lo meno. Il
reddito medio per famiglia è inferiore a due volte il salario
minimo, cioè all'equivalente di 240 dollari. Scarseggiano acqua,
elettricità, condizioni elementari di igiene. Ma il quartiere
ha deciso di non darsi per vinto.
Conjunto Palmeira è nata nel 1973 a seguito dell'espulsione
di una comunità di pescatori dalle sue terre, che venivano
occupate da un hotel di lusso. Alla comunità fu assegnato un
terreno alla periferia di Fortaleza, in una zona paludosa isolata,
dove le famiglie si costruirono degli alloggi di fortuna. Nel 1981
gli abitanti crearono l'Asociación de Vecinos del Barrio de
Palmeira (Asmoconp) che cominciò ad organizzare sia il lavoro
volontario per la favela, sia manifestazioni e petizioni per chiedere
le più elementari strutture urbane.
Si ottennero strade asfaltate, collegamento all'elettricità,
un po' di case più decenti. "Ma nonostante i miglioramenti
nelle strutture, la popolazione continuava a vivere nella miseria"
racconta João Joaquim de Melo Neto, coordinatore del Banco
Palmas. L'idea di creare una banca - siamo nel 1997 - venne anche
da uno studio fatto da un gruppo di giovani della comunità
per conto dell'Asmoconp da cui emergeva che gli abitanti del quartiere
presi tutti insieme spendevano ogni mese 1 milione 200 mila reais
(365.700 euro) fuori dal quartiere.
Dunque Banco Palmas nasce all'inizio del '98 con l'obiettivo di sostenere
finanziariamente un circuito economico interno a Conjunto Palmeira.
Da un lato era necessario finanziare le attività economiche
della favela: produzione di articoli per la casa, artigianato, negozi.
Parte quindi un programma di microcredito.
Al tempo stesso occorreva sostenere una domanda pagante e così
il banco emette una carta di credito, la Palmacard, che vale solo
all'interno della favela e offre una riserva di acquisti per l'equivalente
di 30 euro a tutti gli abitanti, e le palmas, una "moneta sociale"
che può essere spesa in tutti gli esercizi che decidono di
accettarla.
In questo modo, nel giro di cinque anni, Banco Palmas ha accumulato
un portafoglio crediti di 30 mila reais (9.140 euro) con circa 1.200
microprestiti accordati e insolvenze, secondo il coordinatore Neto,
fra il 3 e il 5%. Inoltre 85 esercizi artigiani e commerciali accettano
la Palmacard e le palmas, che poi utilizzano per ammortizzare i loro
debiti con Banco Palmas.
Complessivamente questo circuito ha favorito la nascita di 580 posti
di lavoro e ha permesso di finanziare corsi di formazione e progetti
di commercializzazione. In effetti, nonostante le cifre assolute siano
ancora modeste, i microimprenditori di Palmeira e la loro banca hanno
deciso di adottare decisamente un alto profilo: è nata Palmafashion,
la griffe della favela, ed è allo studio un laboratorio di
agricoltura urbana.
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