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Negli
ultimi cinque anni esportazioni italiane di armi per 33 milioni
di euro sono andate verso i paesi Hipc, l'Iniziativa sui paesi poveri
e altamente indebitati. Con ciò l'Italia ha violato un impegno
preso in sede internazionale a non aggravare il debito di questi
paesi, soprattutto attraverso le vendite di armamenti. Le fonti principali su cui si basa questa analisi sono le Relazioni governative sulle esportazioni di armi ai sensi della legge 185/90, le Relazioni del Ministero del Tesoro sull'attività della Sace (Istituto per i Servizi Assicurativi del Commercio Estero), i dati di fonte Bri (Banca dei Regolamenti Internazionali) sull'esposizione creditizia internazionale dell'Italia. Tra le esportazioni italiane di armi degli ultimi
cinque anni, una cifra in valore pari a circa 64 miliardi di lire
(33 milioni di euro) è andata verso i paesi Hipc, l'Iniziativa
sui paesi poveri e altamente indebitati promossa dalla Banca Mondiale
e dal Fondo Monetario Internazionale. Con ciò l'Italia ha
violato un impegno preso in sede internazionale a non aggravare
il debito di questi paesi, soprattutto attraverso le vendite di
armamenti. 1) Ghana. Nel 1993 veniva autorizzata la
vendita al Ghana di 2 caccia addestratori MB-339A e di 3 addestratori
leggeri MB-326K dell'Aermacchi con relative parti di ricambio, per
un valore complessivo di oltre 20 milioni di dollari (all'epoca
30 miliardi 672 milioni di lire). I velivoli sono stati consegnati
tra il 1994 e il 1995. Nel 1995 si aggiungono anche 2 elicotteri
Agusta A109AM del valore complessivo di circa 3 milioni di dollari
(5 miliardi e mezzo di lire). 2) Honduras. La commessa 2000 dell'Honduras,
7.000 fucili automatici e una dozzina di pistole mitragliatrici
Beretta per un valore complessivo di 13 miliardi 424 milioni di
lire (6,9 milioni di euro), è stata pressoché tutta
pagata nel 2001 (banca d'appoggio Dresdner Bank) e quindi non ha
prodotto nuovo debito. 3) Kenya. Nel '97 il Kenya acquista 2 cannoni
navali 76/62 dell'Otobreda (Finmeccanica) del valore di 26 miliardi
di lire circa. I sistemi sono stati consegnati nel '98, ma, stando
ai dati delle Relazioni governative, il Kenya avrebbe pagato solo
4,7 miliardi di lire. Tuttavia le banche d'appoggio sono state autorizzate
dal Tesoro a incassare circa 22,8 miliardi di lire e, per ammissione
degli stessi funzionari del Tesoro, la segnalazione dei pagamenti
effettivi a volte è carente. Il Kenya quindi potrebbe avere
un debito militare in corso per 21,3 miliardi di lire, cioè
11 milioni di euro, o una cifra inferiore, ma è certamente
indebitata per non meno di 1,7 milioni di euro. 4) Mauritania. Nel 2000 vengono esportati
in Mauritania 4 aerei leggeri da addestramento e antiguerriglia
SF-260 (ex Siai Marchetti, oggi Aermacchi) del valore di 6 miliardi
e mezzo di lire (3 milioni 381 mila euro). Nel 2001 è autorizzata
anche la fornitura di parti di ricambio e manutenzione per 1 milione
172 mila euro. Nei due anni la Mauritania paga circa 2 milioni di
euro (banca d'appoggio Bnl, che comunque è stata autorizzata
per 3,5 milioni di euro), quindi resta da pagare un debito commerciale
di altri 2 milioni e mezzo di euro circa. 5) Vietnam. La commessa vietnamita del
'97 riguardava un impianto di produzione di materiale esplosivo
della Pravisani di Udine del valore di 5,9 miliardi di lire. L'impianto
è stato consegnato nello stesso anno e non ci sono notizie
di operazioni bancarie per il pagamento. A meno quindi che le operazioni
non siano state effettuate in altre forme, è tuttora aperta
una posizione debitoria per 3 milioni di euro circa. Complessivamente quindi i paesi Hipc in
cui sono arrivate armi italiane hanno visto negli ultimi cinque
anni il loro debito estero aumentare a causa degli acquisti di armamenti
di una cifra vicina ai 28 milioni di euro. Il dato comprende il
debito residuo del Ghana al '97 per le forniture della prima metà
del decennio (6,8 milioni di euro), l'ulteriore debito contratto
negli ultimi cinque anni (4,9 milioni di euro), il debito del Kenya
(11 milioni di euro), quello della Mauritania (2,5 milioni di euro
circa) e quello del Vietnam (3 milioni di euro).
Elaborazione dati: OS.C.AR. (Osservatorio sul Commercio delle Armi) di IRES Toscana (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali della Toscana) su Presidente del Consiglio dei Ministri, Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento nonché dell'esportazione e del transito dei prodotti ad alta tecnologia. Roma: Camera dei Deputati-Senato della Repubblica, Atti Parlamentari, Doc. LXVII, vari anni. |
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