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Il debito armato dei paesi poveri e il ruolo dell'Italia


Negli ultimi cinque anni esportazioni italiane di armi per 33 milioni di euro sono andate verso i paesi Hipc, l'Iniziativa sui paesi poveri e altamente indebitati. Con ciò l'Italia ha violato un impegno preso in sede internazionale a non aggravare il debito di questi paesi, soprattutto attraverso le vendite di armamenti.
Infatti i paesi Hipc in cui sono arrivate armi italiane hanno visto in questi anni il loro debito estero militare aumentare di una cifra vicina ai 28 milioni di euro. Alla fine del 2001 resta un debito militare in essere che ammonta, nel calcolo più favorevole, a poco meno di 12 milioni di euro (21 milioni nel caso peggiore), interessi esclusi.
E ora, oltre alla legge 185 sul commercio delle armi, il governo italiano ha rimesso in discussione anche la recente normativa (legge 209/2000) sulla cancellazione del debito.

Le fonti principali su cui si basa questa analisi sono le Relazioni governative sulle esportazioni di armi ai sensi della legge 185/90, le Relazioni del Ministero del Tesoro sull'attività della Sace (Istituto per i Servizi Assicurativi del Commercio Estero), i dati di fonte Bri (Banca dei Regolamenti Internazionali) sull'esposizione creditizia internazionale dell'Italia.

Tra le esportazioni italiane di armi degli ultimi cinque anni, una cifra in valore pari a circa 64 miliardi di lire (33 milioni di euro) è andata verso i paesi Hipc, l'Iniziativa sui paesi poveri e altamente indebitati promossa dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale. Con ciò l'Italia ha violato un impegno preso in sede internazionale a non aggravare il debito di questi paesi, soprattutto attraverso le vendite di armamenti.
La Hipc coinvolge, secondo l'ultimo aggiornamento della Banca Mondiale, 42 paesi, di cui 34 africani, 4 latino-americani, 3 asiatici e uno del Medio Oriente. I paesi destinatari, a vario titolo, di armi italiane negli ultimi cinque anni sono dieci di essi: Costa d'Avorio, Ghana, Guinea Conakry, Kenya, Mauritania, Niger, Uganda e Zambia in Africa, Honduras in America Latina e Vietnam in Asia.
In cinque casi le cifre in gioco sono modeste: si tratta dell'esportazione di pistole mitragliatrici Beretta in Costa d'Avorio (30 milioni di lire nel 1997) e in Niger (4 milioni di lire nel 1999-2000) e di parti di ricambio aeronautiche in Guinea Conakry (27 milioni di lire nel 1999), in Uganda (meno di 1 milione di lire nel 1999) e in Zambia (complessivamente 353 milioni di lire tra il 1997 e il 2001).
Negli altri cinque casi le dimensioni economiche e le modalità delle forniture hanno inciso sul peso e la sostenibilità del debito di questi paesi verso l'Italia.

1) Ghana. Nel 1993 veniva autorizzata la vendita al Ghana di 2 caccia addestratori MB-339A e di 3 addestratori leggeri MB-326K dell'Aermacchi con relative parti di ricambio, per un valore complessivo di oltre 20 milioni di dollari (all'epoca 30 miliardi 672 milioni di lire). I velivoli sono stati consegnati tra il 1994 e il 1995. Nel 1995 si aggiungono anche 2 elicotteri Agusta A109AM del valore complessivo di circa 3 milioni di dollari (5 miliardi e mezzo di lire).
A partire dal '93 il Ghana paga le commesse con le seguenti "rate":
- anticipo di 4 milioni 975 mila dollari (poco meno di 8 miliardi di lire) nel '93. Banca d'appoggio dell'operazione è la Bnl;
- 4 miliardi di lire nel '94;
- 4 miliardi e mezzo di lire nel '95;
- 6 miliardi 380 milioni di lire nel '96.
A questo punto quindi il nuovo debito in essere è pari a 13,3 miliardi di lire, cioè circa 6,8 milioni di euro.
Dal '97 il Ghana paga ancora
- 4 miliardi 408 milioni di lire nel '97;
- 5 miliardi 800 milioni di lire nel '98. Nel frattempo banca d'appoggio è diventata il San Paolo-Imi.
Nel '99 viene autorizzata una massiccia fornitura di componenti e parti di ricambio per gli aerei Aermacchi del valore di oltre 5 milioni di dollari (9 miliardi e mezzo di lire). Nel 2000 il Ghana riprende i pagamenti per 4 miliardi 174 milioni di lire.
Ad oggi quindi il Ghana ha un debito da saldare per gli acquisti militari in Italia dell'equivalente di 8 miliardi e mezzo di lire (4,4 milioni di euro), senza calcolare gli interessi.
" Nel periodo considerato il debito del Ghana verso l'Italia è passato dagli 80 miliardi di lire circa del dicembre 1997, crediti d'aiuto esclusi, a 1,5 milioni di euro, meno di 3 miliardi di lire, a fine 2000. La drastica diminuzione è dovuta a massicce ristrutturazioni degli "indennizzi da recuperare" Sace - che costituiscono gran parte del debito - per cui il Ghana ha pagato alla Sace tra il '98 e il 2000 quasi 90 miliardi di lire (46 milioni di euro) di debiti pregressi e quasi 83 miliardi (42 milioni di euro) di interessi. Ciò nonostante resta un debito di 1,5 milioni di euro a fine 2000, che probabilmente è cresciuto nel 2001 grazie al debito militare che continua ad essere alimentato.

2) Honduras. La commessa 2000 dell'Honduras, 7.000 fucili automatici e una dozzina di pistole mitragliatrici Beretta per un valore complessivo di 13 miliardi 424 milioni di lire (6,9 milioni di euro), è stata pressoché tutta pagata nel 2001 (banca d'appoggio Dresdner Bank) e quindi non ha prodotto nuovo debito.
" L'esposizione dell'Honduras verso l'Italia è pari a 34,4 milioni di euro al dicembre 2000, praticamente tutti "indennizzi da recuperare" della Sace.

3) Kenya. Nel '97 il Kenya acquista 2 cannoni navali 76/62 dell'Otobreda (Finmeccanica) del valore di 26 miliardi di lire circa. I sistemi sono stati consegnati nel '98, ma, stando ai dati delle Relazioni governative, il Kenya avrebbe pagato solo 4,7 miliardi di lire. Tuttavia le banche d'appoggio sono state autorizzate dal Tesoro a incassare circa 22,8 miliardi di lire e, per ammissione degli stessi funzionari del Tesoro, la segnalazione dei pagamenti effettivi a volte è carente. Il Kenya quindi potrebbe avere un debito militare in corso per 21,3 miliardi di lire, cioè 11 milioni di euro, o una cifra inferiore, ma è certamente indebitata per non meno di 1,7 milioni di euro.
" In effetti il Kenya risulta complessivamente indebitato con le banche e i privati italiani per 24,9 milioni di euro a fine 2000 (esclusi crediti d'aiuto), e presumibilmente di una cifra analoga a fine 2001, e, tra essi, vi è una richiesta di indennizzo Sace per 7,8 milioni di euro.

4) Mauritania. Nel 2000 vengono esportati in Mauritania 4 aerei leggeri da addestramento e antiguerriglia SF-260 (ex Siai Marchetti, oggi Aermacchi) del valore di 6 miliardi e mezzo di lire (3 milioni 381 mila euro). Nel 2001 è autorizzata anche la fornitura di parti di ricambio e manutenzione per 1 milione 172 mila euro. Nei due anni la Mauritania paga circa 2 milioni di euro (banca d'appoggio Bnl, che comunque è stata autorizzata per 3,5 milioni di euro), quindi resta da pagare un debito commerciale di altri 2 milioni e mezzo di euro circa.
" Il debito della Mauritania con l'Italia era praticamente inesistente fino al 2000, salvo una modesta cifra di crediti d'aiuto (meno di 1 miliardo di lire) inserita peraltro negli impegni di cancellazione presi prima del G8 di Genova 2001.

5) Vietnam. La commessa vietnamita del '97 riguardava un impianto di produzione di materiale esplosivo della Pravisani di Udine del valore di 5,9 miliardi di lire. L'impianto è stato consegnato nello stesso anno e non ci sono notizie di operazioni bancarie per il pagamento. A meno quindi che le operazioni non siano state effettuate in altre forme, è tuttora aperta una posizione debitoria per 3 milioni di euro circa.
" A fine '97 il Vietnam risultava indebitato con le banche italiane per 2 milioni di dollari, ma i crediti all'esportazione verso quel paese ammontavano complessivamente a 131,7 miliardi di lire, di cui 86,2 miliardi di indennizzi Sace da recuperare. A fine 2000 il debito del Vietnam è a quota 66,8 milioni di euro, di cui 59,6 milioni in capo alla Sace e 7,2 milioni di crediti all'export di privati (ma non di banche).

Complessivamente quindi i paesi Hipc in cui sono arrivate armi italiane hanno visto negli ultimi cinque anni il loro debito estero aumentare a causa degli acquisti di armamenti di una cifra vicina ai 28 milioni di euro. Il dato comprende il debito residuo del Ghana al '97 per le forniture della prima metà del decennio (6,8 milioni di euro), l'ulteriore debito contratto negli ultimi cinque anni (4,9 milioni di euro), il debito del Kenya (11 milioni di euro), quello della Mauritania (2,5 milioni di euro circa) e quello del Vietnam (3 milioni di euro).
Stando alle cifre sui recuperi Sace sul Ghana, probabilmente all'ammontare in conto capitale va aggiunto almeno qualche milione di euro di interessi.
Alla fine del 2001 resta un debito militare in essere che comprende: 4,4 milioni di euro del Ghana, da 1,7 a 11 milioni del Kenya, 2,5 milioni della Mauritania e 3 milioni del Vietnam. In tutto poco meno di 12 milioni di euro nel caso più favorevole, poco meno di 21 milioni nel caso peggiore, interessi esclusi.



Elaborazione dati: OS.C.AR. (Osservatorio sul Commercio delle Armi) di IRES Toscana (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali della Toscana) su Presidente del Consiglio dei Ministri, Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento nonché dell'esportazione e del transito dei prodotti ad alta tecnologia. Roma: Camera dei Deputati-Senato della Repubblica, Atti Parlamentari, Doc. LXVII, vari anni.

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