Mameli
Biasin
Nel
2001, secondo i dati dell'Ufficio Italiano Cambi resi pubblici dal
Bollettino della Banca d'Italia, le rimesse degli immigrati nel
nostro paese hanno raggiunto la cifra record di 749 milioni di euro,
poco meno di 1.500 miliardi di vecchie lire. Nel 2000 ammontavano
a 588 milioni, dunque l'incremento è stato del 27,4%. Le
rimesse degli emigrati italiani invece decrescono: dai 389 milioni
di euro del 2000 a 359 milioni nel 2001.
Una parte crescente di questo risparmio è destinato a paesi
in via di sviluppo. Secondo la ricerca dell'Organizzazione Internazionale
del Lavoro (Ilo) e della Caritas di Roma, presentata l'anno scorso,
nel 2000 il 52% delle rimesse andavano verso paesi dell'Asia, dell'Africa
e dell'America Latina e un altro 2% a paesi dell'Est Europa. All'inizio
degli anni '90 ai paesi in via di sviluppo andava appena il 12%
delle rimesse. Gli ultimi dati mensili dell'Ufficio Cambi, riferiti
al febbraio e al marzo 2002, danno il Sud del mondo al 53-54%.
In ascesa è, in modo particolare, la destinazione Asia -
in primo luogo Cina e Filippine - che nel 2000 copriva quasi il
44% delle rimesse degli immigrati stranieri in Italia. Sempre secondo
la ricerca Ilo-Caritas, ciò dipende dal livello particolarmente
elevato di risparmio pro-capite degli immigrati asiatici: 930 euro.
L'Africa, soprattutto il Nord Africa con in testa il Marocco, riceve
invece il 6% delle rimesse dall'Italia, mentre in America Latina
ne arriva il 2%.
Destinazione
Asia
Dal 1974 al 1999 il volume delle rimesse trasferite dagli emigranti
in ogni parte del mondo ha superato gli 800 miliardi di dollari.
Di questi quasi 500 miliardi, e quindi la maggior parte, sono stati
trasferiti nel corso degli anni '90 denotando un notevole incremento
delle dimensioni del fenomeno, in parallelo con l'incremento delle
migrazioni.
Negli anni '70 la destinazione prevalente delle rimesse era l'Europa
occidentale (33 miliardi), seguita dall'Africa (14 miliardi) e dall'Asia
(12,6 miliardi). Interessante in quel periodo il ruolo assolutamente
marginale dell'America (compresa quella Latina) che riceveva rimesse
per un importo pari a circa 1,5 miliardi di dollari.
Negli anni '90 la situazione è completamente cambiata. Il
continente più importante per destinazione resta l'Europa,
con circa un terzo delle rimesse mondiali, per un importo che si
aggira intorno ai 157 miliardi di dollari, ma con un rimescolamento
sostanziale dei singoli paesi coinvolti e con un ruolo preponderante
dell'Europa Centro-Orientale.
Al secondo posto - 156 miliardi, con un volume analogo quindi a
quello europeo - vi è l'Asia, nella quale assume un ruolo
fondamentale il subcontinente indiano (India, Pakistan e Bangladesh)
con circa il 60% delle rimesse giunte nel continente. Segue l'America
con 94 miliardi di dollari pari al 19% del totale (2% negli anni
'70).
Quindi troviamo l'Africa, che vede diminuire il suo peso in valore
percentuale rispetto agli anni '70 (17% contro il 22%) anche in
questo mercato. Anche se si tratta di cifre comunque non indifferenti:
86 miliardi di dollari. Nel continente africano il ruolo predominante
è giocato dai paesi settentrionali (Marocco, Egitto e Tunisia)
con l'80% delle rimesse.
Il
mercato delle rimesse
Questi numeri spiegano la ragione per la quale, da qualche anno,
il mercato delle rimesse è diventato appetibile per una serie
di soggetti finanziari e, recentemente, anche per le banche.
Tale mercato è dominato oggi, a livello internazionale e
anche in Italia, da due aziende: Western Union (gruppo First Data)
e MoneyGram (gruppo Viad Corporation). Ma ne esistono molte altre,
pur se minori. Da uno studio del 2000 dell'Istituto di ricerca economica
"Tomas Rivera" si desume che, specialmente in relazione
all'America Latina, sono attivi anche i seguenti soggetti: Gigante
Express, Mateo Express, Vimenca, Pronto Envio, IRNet.
Le caratteristiche operative peculiari di questo mercato sono rappresentate
principalmente dalla velocità di trasferimento del denaro
e dalla sicurezza. In nome di esse - e di una mancanza di alternative
che non siano i trasferimenti informali a mezzo di conoscenti o
di "intermediari non formali specializzati" - gli immigrati
accettano costi per il servizio molto consistenti che talora superano
il 20% della somma da spedire.
Tali costi sono rappresentati di norma da una percentuale o da una
somma fissa per accedere al servizio, dal tasso di cambio applicato
per la conversione in valuta locale - di solito penalizzante a causa
dell'elevata instabilità di tali valute - e da una commissione
trattenuta all'atto della consegna del denaro ai destinatari.
Secondo lo studio dell'Istituto Rivera, il valore medio dei trasferimenti
verso l'America Latina - ma si può ritenere che per gli altri
paesi sia analogo - supera di poco i 300 dollari.
In Italia, Western Union e MoneyGram sono per il momento le uniche
presenti sul mercato con una diffusione e capillarità notevole.
Gli sportelli della Western Union si trovano anche in bar e supermercati
e sono gestiti da una società italiana - la Angelo Costa
spa che unisce anche altri servizi per gli immigrati (telefonia,
spedizioni di pacchi, ecc.). MoneyGram ha stipulato un accordo con
Poste Italiane e si avvale pertanto dei suoi 14.000 sportelli in
tutta Italia.
L'intervento
della microfinanza
Le rimesse degli emigrati sono, per molti paesi del Sud del mondo,
una delle poche voci che evita il tracollo della bilancia dei pagamenti
con l'estero. Ma potrebbero diventare anche una vera risorsa per
lo sviluppo locale? Certo, se si considerano a pieno titolo risparmio
disponibile per sostenere gli investimenti, che in molte realtà
del Sud del mondo significa microcrediti alle microimprese locali.
È questa la sfida lanciata da Microfinanza srl e dall'organizzazione
non governativa Cospe di Firenze con il progetto di gestione delle
rimesse degli immigrati marocchini della provincia di Livorno. Il
meccanismo del progetto coinvolge la Comunità marocchina
della provincia di Livorno, l'istituzione di microfinanza Amos di
Khenifra (Marocco), il Monte dei Paschi di Siena e le filiali marocchine
del Crédit Agricole.
Un primo obiettivo di questo progetto è la trasmissione a
costi il più possibile ridotti e con tempi certi del valore
della rimessa. In aggiunta a ciò vi è la non secondaria
questione della accessibilità del servizio a tutti i familiari
degli emigranti, anche se residenti in località rurali o
montane, e comunque lontani dai centri urbani dove più facilmente
vi è la possibilità di trovare uno sportello bancario.
Sotto questo profilo, il ruolo della microfinanza è assolutamente
indispensabile poiché, in molte realtà rurali dei
paesi in via di sviluppo, l'unico "sportello" bancario
è rappresentato proprio dalle microbanche di villaggio.
Cruciale in questa iniziativa è il coinvolgimento della comunità
marocchina. Essa si dovrà occupare della diffusione delle
informazioni sul servizio e così facendo potrà percepire
una commissione che le permetterà di organizzare attività
a sostegno dell'integrazione degli immigrati marocchini nel territorio
di Livorno.
Per
lo sviluppo e non per il terrorismo
Il passaggio decisivo sarà poi l'utilizzo delle rimesse sul
posto, attraverso l'organizzazione locale di microfinanza, per il
finanziamento delle piccole attività economiche agricole
e artigianali.
Non è questo peraltro il primo caso di intervento della microfinanza
nel mercato delle rimesse degli emigranti. Tra le altre principali
esperienze avviate negli ultimi tempi ricordiamo:
- FIE/FFP (istituzione di microfinanza boliviana) che gestisce le
rimesse della comunità boliviana in Argentina;
- Banco Solidario (istituzione di microfinanza ecuadoriana) che
gestisce le rimesse della comunità ecuadoriana in Spagna.
La trasparenza nei trasferimenti delle rimesse e il loro utilizzo
per lo sviluppo attraverso le organizzazioni del microcredito sono
anche elementi di chiarezza rispetto ai rischi di riciclaggio e
di utilizzo da parte della criminalità organizzata.
Negli ultimi mesi da più parti si è parlato del trasferimento
di denaro attraverso canali informali anche come fonte di risorse
per organizzazioni terroristiche come Al Qaeda di Osama Bin Laden.
Sgombrare il campo da dubbi sulla destinazione del denaro è
quindi necessario. Organizzarne un utilizzo efficace per lo sviluppo
è il modo più limpido per farlo arrivare a chi ne
ha veramente bisogno.
Le
rimesse degli immigrati dall'Italia
(valore in milioni di euro)
Anno Rimesse Variazione annuale
1990 32
1995 208
1996 246 18,3%
1997 292 18,7%
1998 392 34,2%
1999 511 30,3%
2000 588 15,1%
2001 749 27,4%
Fonte: Elaborazioni Caritas e Microfinanza su dati dell'Ufficio
Italiano Cambi