Banche, le cifre del disastro
A novembre
era a rischio un quarto dei crediti di Bnl Argentina e il 15% di quelli
del Banco Sudameris (IntesaBci). Mentre la Fiat Credito Compañia
Financiera...
Francesco Terreri
Quello che colpisce dei conti delle banche argentine al novembre 2001,
pubblicati dal Banco Central de la Républica Argentina,
è soprattutto il confronto tra due cifre: la percentuale di
crediti a rischio e in sofferenza e quella dei finanziamenti che non
superano i 200 mila pesos - 200 mila dollari al cambio ufficiale 1
a 1 di novembre, meno di 100 mila al cambio fluttuante di oggi - cioè
in sostanza i prestiti alla piccola e micro impresa e al consumo dei
ceti medio-bassi. Le sofferenze infatti sono, salvo un'eccezione,
sistematicamente superiori ai crediti ai piccoli imprenditori. La
causa dei guai delle banche non sta nei loro (pochi) clienti più
poveri.
In un sistema largamente dominato da gruppi esteri, l'istituto con
la maggiore quota di crediti problematici è la Banca Nazionale
del Lavoro, controllata locale della Bnl italiana. A novembre
il volume di impieghi di Bnl era pari a 2,2 miliardi di pesos, che
diventano 2,9 miliardi con i crediti di firma, cioè le garanzie
concesse. Il 23,3% di questa cifra è a rischio: potenziale
il 7,5%, con problemi il 3,5%, con alto rischio di insolvenza il 10,3%,
irrecuperabile il 2%. L'ultimo dato sui crediti alle piccole imprese
non è aggiornato: risale al dicembre '99 e dice che Bnl orienta
solo il 6,7% dei suoi finanziamenti ai clienti meno ricchi. D'altra
parte tra i suoi clienti più importanti ci sono la Fiat Auto
Argentina - quella che Torino vuole spostare in Brasile: per ora ha
sospeso la decisione - e la Parmalat Argentina.
La Fiat, peraltro, ha la sua società finanziaria che gestisce
i crediti per l'acquisto di veicoli. Ma la Fiat Credito Compañia
Financiera è molto più in difficoltà delle
normali banche: non solo i suoi finanziamenti si sono ridotti da 336
milioni a 260 milioni di pesos nell'ultimo anno, ma ben il 58,7% dei
prestiti è a rischio e il 37,7% è già considerato
irrecuperabile. A confronto, il disastro delle altre finanziarie di
consumo è perfino minore: la Ford Credit, ad esempio, sta perdendo
"solo" il 31,2% del portafoglio.
L'altra banca controllata da un gruppo italiano è la Sudameris
Argentina che fa capo a IntesaBci. Su 1,8 miliardi di pesos di
crediti e garanzie, il 14,4% è in pericolo e l'8,2% di esso
è praticamente insolvente. Ma i prestiti alle piccole imprese
sono solo il 6,7% del totale. Erano l'8,2% al dicembre 2000. Tra i
clienti di rilievo, la Telecom Argentina (controllata da Telecom Italia
e France Telecom) e la Parmalat.
Il Banco General de Negocios è una banca privata controllata
da investitori argentini e da tre grandi banche internazionali: Credit
Suisse First Boston, Dresdner Bank e Chase International Finance.
Sui 519 milioni di pesos di finanziamenti, è pericolante il
16% e praticamente già insolvente il 7,7%. I crediti alle piccole
imprese sono scesi dal dicembre 2000 al novembre 2001 dal 6,7% al
5,8% del totale. Molto maggiori le dimensioni di Hsbc Argentina,
che fa capo all'omonimo gruppo multinazionale britannico: 3,2 miliardi
di pesos di impieghi, di cui il 15,8% è a rischio e ben il
9,5% in sofferenza. Praticamente irrilevante l'esposizione verso i
piccoli: lo 0,5% del totale.
Al confronto le banche locali sono messe appena un po' meglio. Il
Banco de la Provincia de Buenos Aires, uno degli istituti pubblici
e una delle maggiori banche del paese, movimenta finanziamenti e garanzie
per 8,3 miliardi di pesos. A settembre era a rischio il 12,1% dei
crediti, addirittura meno che al dicembre 2000. Ma anche il volume
dei prestiti era sceso: alla fine del 2000 era a quota 11,7 miliardi
di pesos. E il portafoglio sotto i 200 mila pesos è passato
nello stesso periodo dal 14,6% al 10,3% del totale. Bisogna arrivare
al Banco Credicoop, una delle poche banche cooperative del
paese, per trovare una quota significativa di crediti alla piccola
impresa: il 26,7% del totale, 416 milioni di pesos su 1,6 miliardi
circa di impieghi. A conferma che non sono necessariamente i clienti
più piccoli a creare problemi, Credicoop a novembre aveva l'11,7%
del portafoglio a rischio, meno delle blasonate banche internazionali.
Banche in Argentina: portafoglio a rischio al novembre 2001

Banche in Argentina: crediti alla piccola e micro impresa (fino a
200 mila pesos)

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