Tra microfinanza e banche, la partita dei
Balcani (e del Mediterraneo)
Microcredito
e sviluppo locale con i contadini serbi e bosniaci.
Unicredito Italiano, la seconda banca del paese, è diventata
una delle banche estere più presenti nellEst europeo,
Russia esclusa. Ma secondo il gruppo guidato da Alessandro Profumo
la nuova Europa comprenderebbe non solo Polonia, Repubblica
Ceca, Ungheria o al massimo, dopo la cacciata di Milosevic, la Serbia,
ma anche Romania e Ucraina, Albania e Turchia, Egitto e Marocco. Nessuno
dei programmi di allargamento dellUnione Europea arriva ad ipotizzare
che questi paesi possano essere considerati partner in tempi ragionevoli,
se non, al massimo, nella futura area di libero scambio - ineguale
- nel Mediterraneo. E perché, secondo Unicredit, investire
in questa nuova Europa così estesa? Perché
ci sono mercati ampi, in forte crescita e ricettivi, perché
può essere una piattaforma produttiva a basso costo per
reimportare in Eurolandia e perché è un canale
dingresso iniziale verso i mercati delle prossime generazioni,
cioè la Russia. Una visione strategica a tutto tondo, basata
ovviamente su attese di profitto, come si conviene ad un attore della
finanza globale. Che però, nellepoca di Haider e dei
nuovi muri, lancia una sfida alla finanza etica. Quanto è importante
oggi la microfinanza nei Balcani e nel Mediterraneo perché
possa sostenere una politica economica dellinclusione?
A Prijedor, seconda città della Repubblica Srpska, tristemente
famosa per i campi di concentramento di Omarska e Trnopolje, ad esempio,
un progetto di sviluppo locale sostenuto dallassociazionismo
e dagli enti locali del Trentino [ vedi: progetti ] ha visto, con
il sostegno di Microfinanza srl, lavvio effettivo, dopo prime
esperienze problematiche, di un fondo di rotazione per il microcredito
ai contadini. È anche la zona dove, a Kozarusa, nei pressi
di Prijedor, nel settembre 2000, è stata inaugurata la prima
moschea ricostruita nel territorio dellentità serba di
Bosnia. È il frutto del lavoro di diplomazia popolare
del progetto trentino di cooperazione decentrata, organizzato nell'Associazione
"Progetto Prijedor", unesperienza che ha rotto gli
schemi in una Bosnia ormai trascurata anche dagli aiuti.
Riprendere su nuove basi uno sviluppo locale nelle campagne bosniache,
ed ex jugoslave in generale, significa intervenire su uno dei nodi
del conflitto. La guerra in Bosnia è stata anche una guerra
tra città e campagna. I miliziani serbi sono stati spesso reclutati
tra contadini e piccoli allevatori convinti che la causa delle loro
difficoltà fossero i turchi delle città,
ovvero i bosniaci musulmani, "commercianti ladri, intellettuali
cosmopoliti e usurpatori della terra serba". Le cose in realtà
erano andate diversamente. Erano state le scelte compiute dalla pianificazione
economica jugoslava negli anni '80 a sacrificare la piccola e piccolissima
produzione contadina e a reprimere lautonomia della società
rurale a favore dei cartelli agro-industriali statali. Ma gli stessi
responsabili di queste scelte hanno poi cavalcato la frustrazione
dei contadini serbi marginalizzati, traducendola in violenza nazionalista
contro i ricchi e gli stranieri delle città
multietniche come Sarajevo.
In questo contesto una generica politica di aiuti finisce per rafforzare
i poteri economici esistenti, quelli da cui dipende la marginalizzazione
dei contadini. Politiche mirate di cooperazione con i contadini poveri,
che promuovano la loro autonomia anche finanziaria, possono invece
contribuire a erodere il consenso sociale al nazionalismo.
Ecco, negli stralci dal rapporto di missione di Aldo Moauro di Microfinanza
srl, a che punto è il progetto microcredito a Prijedor:
Si è trattato [nel settembre 2000] di riprendere lattività
sociale, intesa come momento di incontro, aggiornamento, conoscenza,
interscambio e, soprattutto, motivazione e stimolo ad esser parte
dellAssociazione Agricoltori di Prijedor (AAP), il soggetto
che gestisce il fondo di microcredito. Lattività sociale,
ricreativa e culturale, deve essere parte integrante delle attività
dellAAP, perché rinforza la coesione sociale e il senso
di appartenenza e fiducia, elementi fondamentali per preservare e
sviluppare il patrimonio sociale e per un migliore funzionamento dei
servizi di credito. Durante le visite sul campo è inoltre emerso
dai soci stessa il bisogno di essere coinvolti nelle attività
dellAAP e di poter usufruire di informazione ed aggiornamento
generale, oltre che di assistenza tecnica, formazione e credito.
Sin dallinizio si è quindi lavorato per organizzare una
riunione soci, che servisse:
a fare il punto della situazione dopo due anni di attività;
a trasmettere messaggi forti di stimolo verso il recupero,
la protezione e lo sviluppo del patrimonio sociale;
a presentare il piano bimestrale di risanamento del portafoglio
crediti.
La risposta è stata molto soddisfacente, visto che alla riunione
hanno partecipato più di 50 soci, tra i quali anche parecchi
mutuatari morosi, da noi visitati nei giorni precedenti.
I crediti complessivamente erogati a Prijedor erano pari a 54 mila
marchi circa, con 34 destinatari, ma ben un terzo dei contadini era
indietro con i pagamenti. Ora la situazione è migliorata, soprattutto
perché i soci si sentono più coinvolti nell'Associazione
Agricoltori.
La presenza e il buon funzionamento di una realtà come lAAP
rappresenta una grande ricchezza sociale ed economica per larea
di Prijedor. Il credito, così come lassistenza tecnica
e la commercializzazione, sono servizi fondamentali per ricreare un
tessuto di base, imprenditoriale e produttivo, locale, partendo dalliniziativa
privata familiare ed informale. Soprattutto il microcredito, principale
servizio erogato dallAAP, se organizzato e gestito bene, può
essere per gli utenti un potente strumento di incentivo imprenditoriale,
di minimo iniziale accumulo di risorse, ma, soprattutto, forte stimolo
ad una più attenta, oculata e diversificata gestione delle
proprie risorse, che, a sua volta, va insieme ad una maggior responsabilizzazione
e self-empowerment.
LAAP è oggi lunica istituzione di microfinanza
rurale dellarea di Prijedor ed una delle pochissime di tutta
la Republika Srpska, e, in quanto tale, ha allo stesso tempo una grossa
responsabilità e grosse potenzialità di sviluppo. Responsabilità
nei confronti dei soci e, in generale, degli agricoltori di Prijedor,
che trovano nellAAP lunica fonte disponibile di credito
a loro dedicato (le altre due organizzazioni di microfinanza di Prijedor
si dedicano a target completamente diversi); responsabilità
rispetto al settore della microfinanza a Prijedor e alla sua evoluzione,
la quale dipende molto anche dal successo o dal fallimento dellesperienza
di microcredito rurale dellAAP. Daltra parte, con una
buona riorganizzazione ed un rilancio di qualità, vi è
la grossa opportunità di incrementare esponenzialmente il Fondo
di Sviluppo Rurale e, quindi, di raggiungere un numero molto più
elevato di clienti, ampliando sia il raggio dazione attorno
a Prijedor che la tipologia di utenti (piccoli imprenditori, microimprenditori
già attivi, microimprenditori da avviare). La domanda
di servizi di microfinanza è sicuramente molto alta, soprattutto
nelle campagne.
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