Le banche stringono il credito alle microimprese. Le finanziarie ne approfittano

Venerdì 20 Maggio 2011 12:59


Tra il marzo 2009 e il dicembre 2010 in Italia i finanziamenti bancari alle “famiglie produttrici” (ditte individuali e aziende familiari) sono scesi dell'1,7%, cioè di 1,4 miliardi di euro. Nello stesso periodo quelli delle società finanziarie sono cresciuti del 25%, pari a 3,5 miliardi di euro in più. I rischi usura e criminalità organizzata emersi dalla recente indagine su una finanziaria del Nord Est.

 

I crediti accordati dalle banche alle “famiglie produttrici”, la categoria che raggruppa le microimprese individuali e familiari, ammontano al 31 dicembre 2010 a 82 miliardi 586 milioni di euro. Due anni prima, al 31 marzo 2009, erano pari a 84 miliardi 13 milioni di euro. Il calo è di 1 miliardo 427 milioni, pari all'1,7% in meno. I dati sono della Banca d'Italia e sono stati elaborati da Microfinanza e Sviluppo, l'associazione di promozione del microcredito collegata alla società di servizi Microfinanza srl.

Il sistema bancario, inoltre, ha chiesto alle microimprese più garanzie. Tra il marzo 2009 e il dicembre 2010 si è passati da 43,6 miliardi a oltre 44,8 miliardi, con un incremento del 7,6%. La quota di finanziamenti coperta dalle garanzie è salita dal 52% al 54,3% del totale.

Nello stesso periodo, in piena crisi, le microimprese hanno provato a utilizzare di più le loro linee di credito: dai 71,6 miliardi del marzo 2009 si è passati ai 71,8 miliardi di fine 2010, con una crescita del 4,6%. Il rapporto tra fidi utilizzati e fidi accordati, un indicatore del livello di razionamento del credito, è salito quindi dall'85,2% all'87%.

Lo spazio lasciato libero dalle banche è stato occupato dalle società finanziarie, a cui le microimprese si sono dovute rivolgere per far fronte al fabbisogno nei mesi più difficili della recessione. I crediti delle finanziarie, generalmente a tassi di interesse nettamente superiori a quelli bancari, sono passati dai 14 miliardi del marzo 2009 a 17 miliardi 551 milioni a fine 2010, con un balzo del 24,9%.

Il grado di utilizzo delle linee di credito è, in questo caso, ancora più elevato: a dicembre era pari al 96,3%. Ma risulta più elevato rispetto a quello delle banche anche il grado di copertura da parte delle garanzie richieste. I 12,5 miliardi di importo garantito sono infatti pari al 71% dei finanziamenti accordati.

Tra le società finanziarie c'è un ampio spettro di tipologie e di differenze. Molte fanno capo alle stesse banche. Le forme tecniche del finanziamento spaziano dal prestito personale alle carte di credito, dal leasing al factoring. Una parte di questi crediti sono adeguati alle esigenze delle microimprese, altri invece risultano inadatti e peggiorano la situazione dell'imprenditore sovraindebitato.

Ma c'è anche una zona grigia, ai limiti della legalità e oltre, dove operano finanziarie che praticano prestiti a usura e sono collegate o infiltrate dalla criminalità organizzata. Lo ha mostrato la recente inchiesta della procura della Repubblica di Venezia e della Dia di Padova, che ha stroncato l'attività di una società di Padova, la Aspide srl, legata al clan camorristico dei Casalesi. Sono quasi 150 nel Nord Est, ma anche in Toscana e in Sardegna, le imprese, generalmente molto piccole, che erano state costrette a ricorrere ai prestiti usurari e a cui poi erano state estorte quote societarie o lo stesso controllo dell'azienda.

Di fronte a questo quadro, risulta sempre più evidente la necessità di sviluppare una rete di microcredito e di finanziamenti sostenibili alle microimprese, accompagnati da servizi indispensabili come la formazione, il tutoraggio e l'assistenza tecnica agli imprenditori.

 

I finanziamenti bancari alle “famiglie produttrici”

Regione

Crediti accordati al 31/12/2010 (milioni di euro)

Variazione % sul 31/3/2009

Rapporto utilizzato/accordato

Rapporto garanzie/accordato

Piemonte

6.261

3,80%

86,00%

50,70%

Valle d'Aosta

174

0,60%

82,20%

50,00%

Liguria

1.513

-3,10%

88,50%

58,60%

Lombardia

15.118

-2,30%

86,00%

55,50%

Provincia Autonoma di Bolzano

2.780

0,90%

85,20%

46,00%

Provincia Autonoma di Trento

1.514

-4,60%

86,30%

49,70%

Veneto

9.322

4,00%

87,20%

55,80%

Friuli Venezia Giulia

2.116

4,80%

88,70%

58,10%

Emilia Romagna

8.982

-4,50%

84,10%

50,50%

Toscana

7.123

-5,60%

89,40%

58,20%

Marche

3.604

-3,70%

87,20%

52,40%

Umbria

1.577

-0,30%

89,10%

54,90%

Lazio

4.264

-2,00%

88,90%

61,80%

Abruzzo

1.860

-1,70%

88,90%

54,60%

Molise

349

2,60%

89,70%

47,30%

Campania

3.246

-4,00%

88,20%

57,10%

Puglia

4.274

-2,60%

88,10%

55,60%

Basilicata

552

-2,30%

88,20%

51,40%

Calabria

1.717

-6,00%

85,00%

47,60%

Sicilia

4.602

-2,70%

85,80%

49,70%

Sardegna

1.639

-4,80%

92,70%

60,80%

TOTALE ITALIA

82.586

-1,70%

87,00%

54,30%

 Fonte: Elaborazione Microfinanza su dati Banca d'Italia