Imprenditoria immigrata dai Carpazi a Trento
Venerdì 28 Gennaio 2011 00:00
Ileana Tomoiaga è uno dei quaranta immigrati imprenditori che in questi ultimi tre anni hanno ricevuto un microcredito nell'ambito del progetto che a Trento vede insieme l'Atas, Associazione trentina accoglienza stranieri, la Cassa Rurale di Aldeno e Cadine, la Fondazione Caritro, il Comune di Trento e l'Associazione Microfinanza e Sviluppo. L'iniziativa ha visto Atas e Microfinanza e Sviluppo nel ruolo di supporto sociale e formativo agli immigrati che presentavano i loro progetti. La Rurale di Aldeno e Cadine è stata l'erogatrice dei finanziamenti, a tassi bassi ma non agevolati. Fondazione Caritro e Comune hanno provveduto al fondo di garanzia. Tra i progetti imprenditoriali finanziati, ristorazione, commercio, artigiani edili, chioschi di kebab, sartorie, ma anche sviluppo di siti web e software. Molte delle iniziative sono decollate e stanno funzionando. Ma è necessario anche un rigoroso monitoraggio dei prestiti.
«Una volta un amico trentino mi ha detto: ti faccio assaggiare un prodotto tipico della Val di Non, il tortel de patate. E io: guarda che lo facciamo anche noi». Ileana Tomoiaga, classe 1968, viene dalla zona di Maramures (pronuncia: Maramuresc), nel nord della Transilvania, in Romania. «Dove si appende la mappa al chiodo»: un modo di dire per spiegare che è il punto più settentrionale del paese, in piena catena dei Carpazi. Nel villaggio natale di M
oisei e nel Maramures, però, non si vive della versione locale del tortel e del distillato di prugne, altro prodotto tipico. L'attività più importante, per tutto il periodo del regime comunista, sono state le miniere di oro, argento, piombo, dove lavoravano oltre tremila minatori. «Mio padre - racconta Ileana - è morto a 53 anni di silicosi». L'elettricità c'è solo sei ore al giorno, l'acqua calda una volta alla settimana, per due ore. Poi arriva la rivoluzione dell'89, che genera tante speranze. Deluse però dall'impatto del mercato e dall'inflazione galoppante degli anni '90, che azzera i già miseri stipendi. Così tanti rumeni, tra cui Ileana, provano a fuggire dalla povertà e a cercare lavoro all'estero.
«Alla fine del 1999 – dice ancora Ileana - sono arrivata in Italia, in Veneto. Ho dovuto sborsare tre milioni di lire per entrare. Ero clandestina, all'inizio ho cercato un lavoro nel campo che conoscevo, come badante. Poi sono stata chiamata ad assistere un prete a Pilcante di Ala, in Trentino. Nel frattempo mi avevano raggiunto mio marito e la bambina».
«Ho deciso di mettermi in proprio dopo la separazione da mio marito. Ho seguito un corso per addetta alle vendite organizzato dalla Provincia di Trento. Non c'era un negozio di prodotti tipici della Romania in città, pur essendoci molti rumeni. Dalla Romania potevo farmi arrivare pacchi di salumi. Mi sono informata e ho passato l'esame per aprire il negozio. Che ho chiamato Transilvania».
«È stato importante in quel momento ricevere il microcredito della Cassa Rurale di Aldeno – prosegue Ileana - È servito al momento giusto per partire col negozio. La nostra cucina è un po' mitteleuropea: salsicce e carne affumicata, salumi molto saporiti, formaggi molli in salamoia, altra specialità rumena. E i vini: prendo i migliori, non quelli in bottiglia di plastica da due litri. In Romania, da un'uva particolare che si trova solo lì, si producono ottimi bianchi dolci, come la “Lacrima di Ovidiu”, un bianco liquoroso invecchiato cinque anni, che si dice nasca dalla coltivazione del poeta Ovidio quando fu esiliato a Costanza, sul Mar Nero».
«I miei connazionali sono l'80% della clientela. Un 10% circa sono altri immigrati, polacchi, ungheresi, albanesi, moldavi, e un 10% trentini. Il mio sogno – conclude Ileana - sarebbe di trovare uno spazio più grande dove aggiungere al negozio la parte bar gastronomia. Potrebbe essere un locale che offre la grigliata con carne de mic, il nostro macinato misto di carne. Ma vorrei anche uno spazio dove la gente ascolti musica. Poi si dovrebbe poter fare i nostri giochi tipici, come il Remi. Insomma bere, mangiare, giocare, ascoltare musica, stare in compagnia».