Un fondo italiano per la microfinanza

Mercoledì 16 Settembre 2009 10:30


ROMA - L’Italia nel suo complesso non ha ancora un ruolo molto rilevante nella crescita internazionale delle esperienze di microcredito e microfinanza. Non mancano naturalmente le iniziative, soprattutto da parte delle organizzazioni della finanza etica e delle Ong, ma anche di alcuni soggetti bancari, come nel progetto “Microfinanza campesina” sostenuto dal Credito Cooperativo. Ma nell’Anno Internazionale del Microcredito, con la prospettiva di un evento di rilievo come la Conferenza sulla microfinanza nel Mediterraneo, l’intervento italiano in questo campo dovrebbe fare un salto di qualità.
Il microcredito è stato individuato dal Comitato nazionale italiano come elemento nuovo e importante della cooperazione allo sviluppo e strumento di “diplomazia preventiva” per combattere la povertà, soprattutto nelle aree di più diretto interesse per il nostro Paese e l’Europa, a partire dai Balcani e dall’Area Mediterranea. La proposta a cui stanno lavorando Microfinanza srl e il Forum per la Finanza Sostenibile è quella di uno studio di fattibilità per un Fondo italiano per la microfinanza.
Lo studio di fattibilità si riferisce alla possibile costituzione di un fondo di investimento italiano dedicato al settore della microfinanza nei paesi in via di sviluppo e in transizione. Attualmente esistono vari fondi di questo tipo a livello internazionale. Il loro obiettivo è quello di concedere finanziamenti ad organizzazioni di microfinanza. Con tali finanziamenti le organizzazioni beneficiarie possono ampliare il portafoglio di credito a favore delle microimprese locali nel paese di appartenenza con un notevole impatto positivo in termini di riduzione della povertà e quindi di miglioramento della qualità della vita.
Attualmente, nel settore della microfinanza, è in atto un processo definito di “commercializzazione” che si concretizza nell’utilizzo, da parte delle organizzazioni di microfinanza, di fonti di finanziamento di tipo commerciale, cioè derivanti da investitori invece che da donatori. Questa tendenza evidenzia un’evoluzione del settore verso il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità economica e finanziaria, oltre che sociale.
Lo studio di fattibilità verificherà innanzitutto le caratteristiche giuridiche e operative che il fondo d’investimento dovrà avere per perseguire gli obiettivi che verranno definiti con l’accordo degli investitori. Sotto il profilo maggiormente operativo, l’analisi riguarderà soprattutto i seguenti elementi: identificazione dei potenziali beneficiari e delle aree di intervento; identificazione dei prodotti finanziari; identificazione delle possibili modalità di gestione.


freccia.jpgindice news© 2005 Microfinanza - Page update: 08 | 11 | 2005