Usura, allarme rosso nel MezzogiornoReggio CalabriaCatanzaroViboValentiaCaltanissetta, Crotone, Napoli, Enna, Palermo, Taranto e Brindisi Agrigento, Catania, Benevento, Caserta, Messina e Cosenza

Mercoledì 16 Settembre 2009 10:30


Il procuratore antimafia Vigna: "La prevenzione si fa con la finanza etica e il microcredito"Il procuratore nazionale antimafia Pier Luigi VignaIl Mezzogiorno d'Italia è ancora stretto nella morsa dell'usura e in particolare tre province, tutte concentrate in Calabria, sono in situazione di allarme rosso. Il quadro preoccupante emerge dall'ultima ricerca sul fenomeno degli strozzini curata dal Centro Paolo Baffi della Bocconi di Milano e presentata il 26 novembre 2004 a Roma. Secondo il procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna per prevenire occorre puntare sulla finanza etica e il microcredito. Allarme sul moltiplicarsi di giochi legali: possono incrementare il ricorso al prestito illegale perché abituano "all'uso irrazionale del denaro".
L'indagine, commissionata dal ministero dell'Economia al Centro Paolo Baffi della Bocconi, ha misurato il rischio usura nelle 103 province italiane, tenendo conto non solo del numero delle denunce dei "cravattari", ma anche di una serie di fattori economici e sociali: il tasso di disoccupazione, il prodotto interno lordo, la presenza di sportelli bancari, il valore dei depositi, l'insediamento della criminalità nelle singole realtà. Lo scenario è tutt'altro che rassicurante: l'Italia è divisa in due, con il sud (ad eccezione di Basilicata e Sardegna) ad alto rischio usura.
Le province sono state divise in sei classi di rischio e nelle prime tre, quelle a pericolo più elevato, ci sono 16 città tutte dell'Italia meridionale e in particolare di Calabria, Sicilia, Campania e Puglia. Mentre nell'ultima, a rischio minimo, ci sono solo località del centro ma soprattutto del nord Italia. Se Reggio Calabria, Catanzaro e Vibo Valentia sono classificate "a rischio molto alto", non va molto meglio a Caltanissetta, Crotone, Napoli, Enna, Palermo, Taranto e Brindisi , finite nelle classe di pericolo "alto". E sono ancora città tutte del Sud quelle "a rischio medio alto": Agrigento, Catania, Benevento, Caserta, Messina e Cosenza.
"La situazione risulta sovrapponibile a quella dell'epoca in cui è stata approvata la legge del 1996" sul contrasto all'usura, avverte Ciro Iorio, capo dell'ispettorato Vigilanza della Banca d'Italia. "Il mercato dell'usura rimane concentrato nelle stesse zone del territorio nazionale; le denunce non sono aumentate; le difficoltà di applicazione dell'ipotesi di reato in sede giudiziaria permangono; l'utilizzo degli strumenti per prestare ausilio alle imprese in situazioni di difficoltà è farraginoso".
Il procuratore nazionale antimafia Vigna chiede di puntare sulla prevenzione. Come aveva già fatto alla Giornata nazionale della finanza etica a Bologna il 20 novembre, Vigna ha sottolineato l'importanza del microcredito e della finanza etica. "Soprattutto per l'attenzione che rivolge alla persona e non alle mere garanzie patrimoniali, e quindi perché rappresenta un efficace metodo per combattere la piaga dell'usura. Oggi in Italia si stima siano circa 18 milioni i cittadini che non possono ricorrere al credito. Rivolgendosi a queste persone, la finanza etica supplisce al razionamento del credito effettuato dalle banche facendo in modo che tali persone non debbano ricorrere all'usura".
Vigna ha chiesto però anche uno stop al proliferare di lotterie e giochi legali: "Per contrastare l'usura, tra i vari mezzi possibili, c'è l'uso responsabile del denaro. Non mi pare che il moltiplicarsi di giochi, giochini e giochetti che in Italia vengono proposti alla gente faccia crescere il senso della responsabilità nell'impiego di denaro,ma che anzi abitui all'uso irrazionale di esso".
Intanto Lino Busà, presidente della Fai, la Federazione che raggruppa oltre 70 associazioni antiracket e antiusura, attira l'attenzione sulla legge finanziaria. "Nella Finanziaria 2005, come ormai succede da tre anni, non è stato previsto il rifinanziamento del Fondo di prevenzione come previsto dalla Legge antiusura del 1996. In assenza di queste risorse i consorzi fidi delle associazioni imprenditoriali e le fondazioni antiusura, che con questi fondi hanno offerto garanzie suppletive per i soggetti a rischio usura o in difficoltà con il sistema bancario, sono ormai al collasso".© 2004 Microfinanza - Page update: 20 | 12 | 2004