Iraq, la microfinanza in guerra
Mercoledì 16 Settembre 2009 10:30
C'è anche la microfinanza tra i progetti di ricostruzione dell'Iraq sconvolto dalla guerra e dal "dopoguerra". Ma su 1 miliardo 148 milioni di dollari di fondi complessivamente stanziati da Usaid, l'agenzia di cooperazione Usa, la parte del leone la fanno altri soggetti. In primo luogo la Bechtel Corporation, una delle aziende che ha sostenuto il presidente Usa George W. Bush in campagna elettorale, che gestisce da sola 482 milioni di dollari, il 42% del totale degli stanziamenti.
La Bechtel, colosso californiano dell'ingegneria e delle costruzioni con 11,6 miliardi di dollari di volume d'affari nel 2002, è stata criticata anche negli Stati Uniti per aver vinto il contratto con Usaid senza una gara pubblica, ma ha ribattuto che l'agenzia l'ha selezionata tra sette diverse proposte. E ha aggiunto, non senza malizia, che i critici, tra cui il congressman democratico di Los Angeles Henry Waxman, "hanno confuso il contratto assegnato in modo competitivo alla Bechtel" con l'incarico "non competitivo" conferito dallo Us Army Corps of Engineers alla Halliburton/Kbr, un'altra delle corporation vicine all'amministrazione Bush.
La Bechtel è general contractor per i lavori di ricostruzione di aeroporti, porti (Umm Qasr), strade, ponti, impianti elettrici, strutture scolastiche e sanitarie. Su 150 subcontratti stipulati al 31 ottobre di quest'anno, 26 sono stati assegnati a imprese statunitensi e occidentali, soprattutto britanniche, 13 a imprese del mondo arabo (Kuwait, Arabia Saudita, Giordania), uno ad un'azienda di Singapore e 110 a imprese irachene. Le imprese occidentali gestiscono i principali contratti nel campo delle tecnologie energetiche e delle comunicazioni, gli iracheni lavorano soprattutto nell'edilizia, in particolare nella ricostruzione delle scuole.
Tra le pieghe dei progetti finanziati da Usaid spunta anche la microfinanza. La supervisione in questo campo è affidata alla BearingPoint, la società di consulenza che dovrebbe impostare la governance del nuovo Iraq. Ma il lavoro sul campo lo fanno le organizzazioni non governative. Nell'ambito del Community Action Program, in cui sono impegnate tra l'altro Save the Children e Mercy Corps, il primo progetto di microfinanza è stato avviato nel nord Iraq a cura di Acdi/Voca, l'ong statunitense frutto della fusione tra l'Agricultural Cooperative Development International e il Volunteers in Overseas Cooperative Assistance.
Acdi/Voca ha già altre esperienze di microcredito post conflitto in Serbia e in Asia centrale. Microfinanza srl ha valutato l'anno scorso, assegnandogli rating A, Bai Tushum Financial Foundation, organizzazione di microfinanza del Kyrgyzstan promossa proprio da Acdi/Voca e dalla Caritas svizzera.
Le iniziative in Iraq possono essere considerate per certi versi un semplice complemento dell'azione militare statunitense, ma possono anche prefigurare una via alternativa alle armi per la costruzione di un Iraq democratico. Come spesso accade, infatti, esperienze come la microfinanza mettono in moto conseguenze inattese. Le piccole imprese irachene, ad esempio, cominciano a farsi sentire e a reclamare la partecipazione alla ricostruzione ("Contracts leave local business out", Ips, 21 novembre 2003).
Le nuove istituzioni finanziarie delle microimprese, inoltre, crescono in tutto il mondo arabo. Un anno fa, nel settembre 2002, a Tunisi 19 organizzazioni da sette paesi (Egitto, Giordania, Libano, Marocco, Palestina, Tunisia e Yemen) costituivano Sanabel, Microfinance Network of Arab Countries. Con i cinque organismi che si sono successivamente associati, il network è arrivato a 25 istituzioni con 320 mila clienti attivi e 77 milioni di dollari di portafoglio.
Dal 15 al 17 dicembre le organizzazioni di microcredito si sono date appuntamento sul Mar Morto, poco fuori Amman, in Giordania, nella conferenza "Microfinanza nel mondo arabo: costruire il futuro del settore". Tra gli sponsor, la Regina Rania di Giordania e Usaid. Ospiti esponenti del microcredito dal Kenya, dalla Polonia, dalla Repubblica Dominicana per confrontarsi sulle "sfide comuni". Sullo sfondo, gli oltre 50 milioni di persone, su 300 milioni di abitanti, che nel mondo arabo vivono con meno di 2 dollari al giorno e i 5 milioni (almeno) di microimprenditori esclusi dal circuito finanziario.© 2003 Microfinanza - Page update: 01| 12 | 2003Iraq, la microfinanza in guerra
La Bechtel, colosso californiano dell'ingegneria e delle costruzioni con 11,6 miliardi di dollari di volume d'affari nel 2002, è stata criticata anche negli Stati Uniti per aver vinto il contratto con Usaid senza una gara pubblica, ma ha ribattuto che l'agenzia l'ha selezionata tra sette diverse proposte. E ha aggiunto, non senza malizia, che i critici, tra cui il congressman democratico di Los Angeles Henry Waxman, "hanno confuso il contratto assegnato in modo competitivo alla Bechtel" con l'incarico "non competitivo" conferito dallo Us Army Corps of Engineers alla Halliburton/Kbr, un'altra delle corporation vicine all'amministrazione Bush.
La Bechtel è general contractor per i lavori di ricostruzione di aeroporti, porti (Umm Qasr), strade, ponti, impianti elettrici, strutture scolastiche e sanitarie. Su 150 subcontratti stipulati al 31 ottobre di quest'anno, 26 sono stati assegnati a imprese statunitensi e occidentali, soprattutto britanniche, 13 a imprese del mondo arabo (Kuwait, Arabia Saudita, Giordania), uno ad un'azienda di Singapore e 110 a imprese irachene. Le imprese occidentali gestiscono i principali contratti nel campo delle tecnologie energetiche e delle comunicazioni, gli iracheni lavorano soprattutto nell'edilizia, in particolare nella ricostruzione delle scuole.
Tra le pieghe dei progetti finanziati da Usaid spunta anche la microfinanza. La supervisione in questo campo è affidata alla BearingPoint, la società di consulenza che dovrebbe impostare la governance del nuovo Iraq. Ma il lavoro sul campo lo fanno le organizzazioni non governative. Nell'ambito del Community Action Program, in cui sono impegnate tra l'altro Save the Children e Mercy Corps, il primo progetto di microfinanza è stato avviato nel nord Iraq a cura di Acdi/Voca, l'ong statunitense frutto della fusione tra l'Agricultural Cooperative Development International e il Volunteers in Overseas Cooperative Assistance.
Acdi/Voca ha già altre esperienze di microcredito post conflitto in Serbia e in Asia centrale. Microfinanza srl ha valutato l'anno scorso, assegnandogli rating A, Bai Tushum Financial Foundation, organizzazione di microfinanza del Kyrgyzstan promossa proprio da Acdi/Voca e dalla Caritas svizzera.
Le iniziative in Iraq possono essere considerate per certi versi un semplice complemento dell'azione militare statunitense, ma possono anche prefigurare una via alternativa alle armi per la costruzione di un Iraq democratico. Come spesso accade, infatti, esperienze come la microfinanza mettono in moto conseguenze inattese. Le piccole imprese irachene, ad esempio, cominciano a farsi sentire e a reclamare la partecipazione alla ricostruzione ("Contracts leave local business out", Ips, 21 novembre 2003).
Le nuove istituzioni finanziarie delle microimprese, inoltre, crescono in tutto il mondo arabo. Un anno fa, nel settembre 2002, a Tunisi 19 organizzazioni da sette paesi (Egitto, Giordania, Libano, Marocco, Palestina, Tunisia e Yemen) costituivano Sanabel, Microfinance Network of Arab Countries. Con i cinque organismi che si sono successivamente associati, il network è arrivato a 25 istituzioni con 320 mila clienti attivi e 77 milioni di dollari di portafoglio.
Dal 15 al 17 dicembre le organizzazioni di microcredito si sono date appuntamento sul Mar Morto, poco fuori Amman, in Giordania, nella conferenza "Microfinanza nel mondo arabo: costruire il futuro del settore". Tra gli sponsor, la Regina Rania di Giordania e Usaid. Ospiti esponenti del microcredito dal Kenya, dalla Polonia, dalla Repubblica Dominicana per confrontarsi sulle "sfide comuni". Sullo sfondo, gli oltre 50 milioni di persone, su 300 milioni di abitanti, che nel mondo arabo vivono con meno di 2 dollari al giorno e i 5 milioni (almeno) di microimprenditori esclusi dal circuito finanziario.© 2003 Microfinanza - Page update: 01| 12 | 2003Iraq, la microfinanza in guerra