In favela si fa la spesa con la moneta locale

Mercoledì 16 Settembre 2009 10:30


A Conjunto Palmeira, una favela di 30 mila abitanti alla periferia di Fortaleza, capitale dello Stato di Cearà, nel nord del Brasile, la spesa non si fa né in reais - la moneta brasiliana - né in dollari o in euro. Si fa in palmas, la moneta locale "inventata"da Banco Palmas, una microbanca popolare nata cinque anni fa per sostenere le piccole attività economiche, la ristrutturazione delle abitazioni, la lotta alla povertà.
E di povertà a Conjunto Palmeira ce n'è tanta. La maggioranza degli abitanti non ha un lavoro, un lavoro regolare per lo meno. Il reddito medio per famiglia è inferiore a due volte il salario minimo, cioè all'equivalente di 240 dollari. Scarseggiano acqua, elettricità, condizioni elementari di igiene. Ma il quartiere ha deciso di non darsi per vinto.
Conjunto Palmeira è nata nel 1973 a seguito dell'espulsione di una comunità di pescatori dalle sue terre, che venivano occupate da un hotel di lusso. Alla comunità fu assegnato un terreno alla periferia di Fortaleza, in una zona paludosa isolata, dove le famiglie si costruirono degli alloggi di fortuna. Nel 1981 gli abitanti crearono l'Asociación de Vecinos del Barrio de Palmeira (Asmoconp) che cominciò ad organizzare sia il lavoro volontario per la favela, sia manifestazioni e petizioni per chiedere le più elementari strutture urbane.
Si ottennero strade asfaltate, collegamento all'elettricità, un po' di case più decenti. "Ma nonostante i miglioramenti nelle strutture, la popolazione continuava a vivere nella miseria" racconta João Joaquim de Melo Neto, coordinatore del Banco Palmas. L'idea di creare una banca - siamo nel 1997 - venne anche da uno studio fatto da un gruppo di giovani della comunità per conto dell'Asmoconp da cui emergeva che gli abitanti del quartiere presi tutti insieme spendevano ogni mese 1 milione 200 mila reais (365.700 euro) fuori dal quartiere.
Dunque Banco Palmas nasce all'inizio del '98 con l'obiettivo di sostenere finanziariamente un circuito economico interno a Conjunto Palmeira. Da un lato era necessario finanziare le attività economiche della favela: produzione di articoli per la casa, artigianato, negozi. Parte quindi un programma di microcredito.
Al tempo stesso occorreva sostenere una domanda pagante e così il banco emette una carta di credito, la Palmacard, che vale solo all'interno della favela e offre una riserva di acquisti per l'equivalente di 30 euro a tutti gli abitanti, e le palmas, una "moneta sociale" che può essere spesa in tutti gli esercizi che decidono di accettarla.
In questo modo, nel giro di cinque anni, Banco Palmas ha accumulato un portafoglio crediti di 30 mila reais (9.140 euro) con circa 1.200 microprestiti accordati e insolvenze, secondo il coordinatore Neto, fra il 3 e il 5%. Inoltre 85 esercizi artigiani e commerciali accettano la Palmacard e le palmas, che poi utilizzano per ammortizzare i loro debiti con Banco Palmas.
Complessivamente questo circuito ha favorito la nascita di 580 posti di lavoro e ha permesso di finanziare corsi di formazione e progetti di commercializzazione. In effetti, nonostante le cifre assolute siano ancora modeste, i microimprenditori di Palmeira e la loro banca hanno deciso di adottare decisamente un alto profilo: è nata Palmafashion, la griffe della favela, ed è allo studio un laboratorio di agricoltura urbana.
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