Siria, il latte "informale"La produzione di latteUn mercato informaleNuove strategie
Mercoledì 16 Settembre 2009 10:30
Aldo Moauro
La cooperazione italiana porta avanti in Siria un progetto da 1 milione e mezzo di euro per migliorare la produzione e la trasformazione del latte. Secondo Microfinanza, il perno delliniziativa deve ruotare sulla formazione e i servizi per i piccoli allevatori. È uniniziativa che potrebbe aprire spazi di autonomia nella società siriana controllata da un regime autoritario. Ma intanto nella regione la guerra a bassa intensità non si ferma. E il maggior affare economico in corso tra Italia e Siria riguarda tuttaltro che il latte per i bambini o le mucche: è la commessa da oltre 200 milioni di euro a Finmeccanica per riammodernare i carri armati T72, punta di diamante delle forze corazzate di Damasco.
Nel 2000 la cooperazione italiana ha avviato in Siria il Dairy Sector Recovery Programme (Dsrp), un progetto di assistenza tecnica per il miglioramento delle condizioni di produzione e della qualità dei prodotti, in primo luogo il latte, nel settore lattiero-caseario. Microfinanza ha partecipato alla missione del 2001, coordinata dallIstituto Agronomico per lOltremare di Firenze.
La Siria, paese a regime autoritario e con un forte peso del settore militare, ha visto negli anni 90 una crescita del prodotto interno lordo pro capite pari al 2,7% lanno, nettamente migliore rispetto al decennio precedente. Fin quando cioè nellarea è sembrato aprirsi un processo di riduzione delle tensioni e degli scontri armati verso una possibile pace, leconomia siriana se ne è giovata.
Ora però la situazione è di nuovo al livello di guardia, in Israele, Palestina, in Libano dove Damasco esercita una forte influenza e allo stesso confine siro-israeliano. Daltra parte le condizioni di sviluppo umano di una parte consistente della società siriana non sono certo buone: il 26,4% della popolazione adulta è analfabeta, il 13% dei bambini sotto i cinque anni è sottopeso, il 20% della popolazione non ha a disposizione acqua potabile.
Il rischio è che la spesa per le commesse militari - oltre 200 milioni di euro solo per la più recente fornitura italiana - torni ad essere molto più importante delle risorse da destinare al miglioramento delle condizioni sociali. Ad esempio alla disponibilità per tutti di latte buono, a prezzo ragionevole, che consenta condizioni di vita dignitose ai suoi produttori.
(dal rapporto di missione in Siria)
La produzione di latte
La Siria produce circa 1,7 milioni di tonnellate di latte all'anno, di cui approssimativamente 1 milione di tonnellate è latte di mucca. La produzione di latte di mucca viene svolta da questi soggetti:
Undici imprese statali, caratterizzate da almeno 100 mucche da latte ciascuna. Generalmente esse forniscono latte di buona qualità, perché sono dotate di attrezzature di raccolta come serbatoi refrigerati e camion con serbatoi isolati. Forniscono il latte crudo ai caseifici pubblici ma anche a impianti di lavorazione casearia privati.
Poche imprese private con più di 100 mucche da latte, con appropriate attrezzature di raffreddamento, che forniscono latte di buona qualità agli impianti privati di lavorazione casearia.
Un alto numero di piccoli allevatori, diffusi in tutto il paese, con poche mucche da latte e scarse attrezzature e in generale senza un qualche sistema di refrigerazione. Spesso sono organizzati in cooperative di raccolta, anchesse senza risorse, che forniscono il latte agli impianti lattiero-caseari pubblici e privati.
La raccolta del latte dai produttori è svolta generalmente da intermediari commerciali che consegnano il latte non raffreddato crudo direttamente ai consumatori o ai caseifici. Gli impianti caseari non hanno generalmente propri centri di raccolta o attrezzature di trasporto del latte ma comprano il latte dai commercianti.
Il livello di qualità del latte crudo è generalmente basso, dati i modesti standard igienici delle fattorie degli allevatori e la mancanza di attrezzature di trasporto e di refrigerazione. Il livello elevato dell'acidità riduce le possibilità di trattamento industriale.
Per il suo basso costo, il latte crudo è venduto informalmente nei paesi contigui, soprattutto il Libano.
Un mercato informale
Il 10% circa del latte prodotto è consumato fresco presso le famiglie dei produttori e il 15% diventa formaggio e yogurt attraverso lavorazioni tradizionali di trasformatori artigiani su piccola scala. Più del 60% del latte prodotto è invece distribuito, sotto forma di latte crudo in contenitori aperti, porta a porta ai consumatori, tramite una rete di venditori e di commercianti che raccolgono il latte dai piccoli allevatori. Questo prodotto - definito latte informale" - è caratterizzato da bassi standard igienici e dalla mancanza di ogni trattamento o controllo.
Soltanto una piccola proporzione (intorno al 10%) della produzione siriana di latte è trasformata dagli impianti di lavorazione moderni, pubblici e privati, in latte sterilizzato o pastorizzato e in latticini.
Il latte informale è quindi oggi il preferito e il più consumato dai siriani, di differenti classi sociali. Questa situazione è connessa ad una scarsa cultura sul latte, all'assenza di una regolamentazione legale adeguata del settore lattiero-caseario, al fatto che la gente non si fida degli impianti di lavorazione e preferisce purificare il latte crudo bollendolo da sé, e soprattutto alla sensibilità estrema dei consumatori, in particolare delle fasce più povere di popolazione, al livello di prezzi. Il latte informale è venduto ad un prezzo medio di 15-17 sterline siriane - 650-750 lire cioè 34-38 centesimi di euro - al litro rispetto alle 22-30 sterline del latte sterilizzato, pastorizzato o a lunga conservazione.
Nuove strategie
Dall'analisi del contesto siriano, il progetto della cooperazione italiana Dsrp ha evidenziato alcuni obiettivi, tra i quali due sono particolarmente significativi:
Il settore lattiero-caseario pubblico ha e dovrebbe continuare ad avere l'obiettivo di fornire latte di buona qualità ad un prezzo ragionevole alla maggior parte dei consumatori potenziali del latte e sicuramente almeno ai bambini e ai giovani.
La qualità del latte è il vincolo principale per migliorare l'industria del settore e attualmente è bassa soprattutto per le condizioni poco igieniche dellimmagazzinamento e del trasporto dai luoghi di produzione.
Il Governo siriano ha chiesto alla cooperazione italiana un intervento focalizzato sullammodernamento della linea di trasformazione industriale della Syria Arab Dairy Products Co., unimpresa pubblica di Damasco che sta producendo il latte sterilizzato in bottiglie di vetro da mezzo litro. Dato il livello obsoleto della tecnologia ora utilizzata, le missioni tecniche italiane hanno ritenuto che convenga mettere in opera una linea di trasformazione completamente nuova piuttosto che ristrutturare quella esistente. Lindicazione emersa dalla missione 2001 è che in questo caso sarebbe opportuno puntare sulla produzione del latte a lunga conservazione.
Ma il punto chiave per il successo di questo progetto è il miglioramento della qualità del latte durante la produzione, la raccolta e il trasporto dalle fattorie di allevamento del bestiame. Infatti solo un latte crudo con una limitata crescita batterica può essere usato per produrre uno stabile latte a lunga conservazione.
Ecco perché il perno delliniziativa deve essere lattività di formazione e assistenza tecnica ai piccoli produttori, la fornitura di attrezzature, la consulenza per il miglioramento genetico del bestiame, lestensione dei servizi, dalla raccolta del latte al marketing ai servizi finanziari. La prima esperienza in tal senso è stata avviata con la costituzione di due centri di formazione e di dimostrazione tecnica per gli allevatori delle aree di Al Ghab e Damasco-Ghouta.
Siria, il latte "informale"© 2002 Microfinanza - Page update: 10 | 05 | 2002
La cooperazione italiana porta avanti in Siria un progetto da 1 milione e mezzo di euro per migliorare la produzione e la trasformazione del latte. Secondo Microfinanza, il perno delliniziativa deve ruotare sulla formazione e i servizi per i piccoli allevatori. È uniniziativa che potrebbe aprire spazi di autonomia nella società siriana controllata da un regime autoritario. Ma intanto nella regione la guerra a bassa intensità non si ferma. E il maggior affare economico in corso tra Italia e Siria riguarda tuttaltro che il latte per i bambini o le mucche: è la commessa da oltre 200 milioni di euro a Finmeccanica per riammodernare i carri armati T72, punta di diamante delle forze corazzate di Damasco.
Nel 2000 la cooperazione italiana ha avviato in Siria il Dairy Sector Recovery Programme (Dsrp), un progetto di assistenza tecnica per il miglioramento delle condizioni di produzione e della qualità dei prodotti, in primo luogo il latte, nel settore lattiero-caseario. Microfinanza ha partecipato alla missione del 2001, coordinata dallIstituto Agronomico per lOltremare di Firenze.
La Siria, paese a regime autoritario e con un forte peso del settore militare, ha visto negli anni 90 una crescita del prodotto interno lordo pro capite pari al 2,7% lanno, nettamente migliore rispetto al decennio precedente. Fin quando cioè nellarea è sembrato aprirsi un processo di riduzione delle tensioni e degli scontri armati verso una possibile pace, leconomia siriana se ne è giovata.
Ora però la situazione è di nuovo al livello di guardia, in Israele, Palestina, in Libano dove Damasco esercita una forte influenza e allo stesso confine siro-israeliano. Daltra parte le condizioni di sviluppo umano di una parte consistente della società siriana non sono certo buone: il 26,4% della popolazione adulta è analfabeta, il 13% dei bambini sotto i cinque anni è sottopeso, il 20% della popolazione non ha a disposizione acqua potabile.
Il rischio è che la spesa per le commesse militari - oltre 200 milioni di euro solo per la più recente fornitura italiana - torni ad essere molto più importante delle risorse da destinare al miglioramento delle condizioni sociali. Ad esempio alla disponibilità per tutti di latte buono, a prezzo ragionevole, che consenta condizioni di vita dignitose ai suoi produttori.
(dal rapporto di missione in Siria)
La produzione di latte
La Siria produce circa 1,7 milioni di tonnellate di latte all'anno, di cui approssimativamente 1 milione di tonnellate è latte di mucca. La produzione di latte di mucca viene svolta da questi soggetti:
Undici imprese statali, caratterizzate da almeno 100 mucche da latte ciascuna. Generalmente esse forniscono latte di buona qualità, perché sono dotate di attrezzature di raccolta come serbatoi refrigerati e camion con serbatoi isolati. Forniscono il latte crudo ai caseifici pubblici ma anche a impianti di lavorazione casearia privati.
Poche imprese private con più di 100 mucche da latte, con appropriate attrezzature di raffreddamento, che forniscono latte di buona qualità agli impianti privati di lavorazione casearia.
Un alto numero di piccoli allevatori, diffusi in tutto il paese, con poche mucche da latte e scarse attrezzature e in generale senza un qualche sistema di refrigerazione. Spesso sono organizzati in cooperative di raccolta, anchesse senza risorse, che forniscono il latte agli impianti lattiero-caseari pubblici e privati.
La raccolta del latte dai produttori è svolta generalmente da intermediari commerciali che consegnano il latte non raffreddato crudo direttamente ai consumatori o ai caseifici. Gli impianti caseari non hanno generalmente propri centri di raccolta o attrezzature di trasporto del latte ma comprano il latte dai commercianti.
Il livello di qualità del latte crudo è generalmente basso, dati i modesti standard igienici delle fattorie degli allevatori e la mancanza di attrezzature di trasporto e di refrigerazione. Il livello elevato dell'acidità riduce le possibilità di trattamento industriale.
Per il suo basso costo, il latte crudo è venduto informalmente nei paesi contigui, soprattutto il Libano.
Un mercato informale
Il 10% circa del latte prodotto è consumato fresco presso le famiglie dei produttori e il 15% diventa formaggio e yogurt attraverso lavorazioni tradizionali di trasformatori artigiani su piccola scala. Più del 60% del latte prodotto è invece distribuito, sotto forma di latte crudo in contenitori aperti, porta a porta ai consumatori, tramite una rete di venditori e di commercianti che raccolgono il latte dai piccoli allevatori. Questo prodotto - definito latte informale" - è caratterizzato da bassi standard igienici e dalla mancanza di ogni trattamento o controllo.
Soltanto una piccola proporzione (intorno al 10%) della produzione siriana di latte è trasformata dagli impianti di lavorazione moderni, pubblici e privati, in latte sterilizzato o pastorizzato e in latticini.
Il latte informale è quindi oggi il preferito e il più consumato dai siriani, di differenti classi sociali. Questa situazione è connessa ad una scarsa cultura sul latte, all'assenza di una regolamentazione legale adeguata del settore lattiero-caseario, al fatto che la gente non si fida degli impianti di lavorazione e preferisce purificare il latte crudo bollendolo da sé, e soprattutto alla sensibilità estrema dei consumatori, in particolare delle fasce più povere di popolazione, al livello di prezzi. Il latte informale è venduto ad un prezzo medio di 15-17 sterline siriane - 650-750 lire cioè 34-38 centesimi di euro - al litro rispetto alle 22-30 sterline del latte sterilizzato, pastorizzato o a lunga conservazione.
Nuove strategie
Dall'analisi del contesto siriano, il progetto della cooperazione italiana Dsrp ha evidenziato alcuni obiettivi, tra i quali due sono particolarmente significativi:
Il settore lattiero-caseario pubblico ha e dovrebbe continuare ad avere l'obiettivo di fornire latte di buona qualità ad un prezzo ragionevole alla maggior parte dei consumatori potenziali del latte e sicuramente almeno ai bambini e ai giovani.
La qualità del latte è il vincolo principale per migliorare l'industria del settore e attualmente è bassa soprattutto per le condizioni poco igieniche dellimmagazzinamento e del trasporto dai luoghi di produzione.
Il Governo siriano ha chiesto alla cooperazione italiana un intervento focalizzato sullammodernamento della linea di trasformazione industriale della Syria Arab Dairy Products Co., unimpresa pubblica di Damasco che sta producendo il latte sterilizzato in bottiglie di vetro da mezzo litro. Dato il livello obsoleto della tecnologia ora utilizzata, le missioni tecniche italiane hanno ritenuto che convenga mettere in opera una linea di trasformazione completamente nuova piuttosto che ristrutturare quella esistente. Lindicazione emersa dalla missione 2001 è che in questo caso sarebbe opportuno puntare sulla produzione del latte a lunga conservazione.
Ma il punto chiave per il successo di questo progetto è il miglioramento della qualità del latte durante la produzione, la raccolta e il trasporto dalle fattorie di allevamento del bestiame. Infatti solo un latte crudo con una limitata crescita batterica può essere usato per produrre uno stabile latte a lunga conservazione.
Ecco perché il perno delliniziativa deve essere lattività di formazione e assistenza tecnica ai piccoli produttori, la fornitura di attrezzature, la consulenza per il miglioramento genetico del bestiame, lestensione dei servizi, dalla raccolta del latte al marketing ai servizi finanziari. La prima esperienza in tal senso è stata avviata con la costituzione di due centri di formazione e di dimostrazione tecnica per gli allevatori delle aree di Al Ghab e Damasco-Ghouta.
Siria, il latte "informale"© 2002 Microfinanza - Page update: 10 | 05 | 2002