Quarant'anni di AcciónAcción festeggia in queste settimane 40 anni di lavoro contro la povertà.Che bilancio si può fare della vostra esperienza?E attualmente?La domanda di credito di milioni di microimprese in tutto il mondo ha assunto ormaiuna rilevanza

Mercoledì 16 Settembre 2009 10:30


"L'11 settembre ci ha rimotivato a lavorare per fornire servizi finanziari ai poveri del mondo". Parla Maria Otero, boliviana, presidente di Acción International, network nord e sudamericano (sede centrale a Boston, in Usa) di organizzazioni di microcredito tra cui l'argentina Emprender.

Intervista a Maria Otero

Acción festeggia in queste settimane 40 anni di lavoro contro la povertà.
Che bilancio si può fare della vostra esperienza?

"Acción International, un pioniere mondiale nella microfinanza, è stata fondata nel 1961 come organizzazione per lo sviluppo impegnata nelle bidonvilles urbane povere dell'America Latina. In questo è stata un precursore dei Peace Corps statunitensi [l'iniziativa kennediana ai tempi dell'"Alleanza per il progresso" n.d.r.]. Per più di un decennio volontari specializzati hanno costruito scuole, centri comunitari e fognature mentre formavano personale locale. Questi primi volontari però si resero conto che non stavano eliminando il nocciolo della povertà: la mancanza di opportunità economiche.
In paesi in cui sono pochi gli occupati nel settore formale dell'economia, la maggior parte delle persone provvede alle necessità delle loro famiglie attraverso il lavoro autonomo nel settore informale. Ripara biciclette, prepara cibi, confeziona scarpe o vende merci sulla strada. Notando la loro mancanza di accesso a qualunque genere di capitale per sviluppare queste attività - eccetto quello degli usurai che prestano (tuttora!) al 10 per cento al giorno di interesse - quei volontari di Acción erogarono i primi piccoli crediti a Recife, in Brasile, nel 1973 e coniarono il termine "microimpresa" per descrivere queste piccole attività economiche.
Da allora in poi Acción si è dedicata completamente alla microfinanza, contribuendo all'avviamento di molte delle principali organizzazioni di microcredito in America Latina e sviluppando le loro modalità caratteristiche: la garanzia attraverso il gruppo di solidarietà e la metodologia del prestito passo dopo passo. Su queste esperienze abbiamo pubblicato numerosi libri e monografie".
E attualmente?
"Attualmente Acción opera in 15 paesi dell'America Latina e dei Caraibi e in cinque dell'Africa Subsahariana, così come negli Stati Uniti dove Acción Usa fornisce servizi finanziari e formativi agli imprenditori a basso reddito in trenta città e paesi. Negli ultimi dieci anni, le istituzioni di microfinanza affiliate ad Acción hanno erogato 3,7 miliardi di dollari in crediti - con una media di 600 dollari a prestito - a più di 2,2 milioni di mutuatari. Il 98 per cento di questi prestiti sono stati rimborsati".
La domanda di credito di milioni di microimprese in tutto il mondo ha assunto ormai
una rilevanza che va al di là delle prime esperienze pionieristiche di microcredito.
Quale può essere, a tuo avviso, oggi il ruolo della microfinanza nell'agenda
degli squilibri economici e sociali a livello internazionale?

"La microfinanza, ovvero in senso lato la fornitura di servizi finanziari alle attività economiche e alle famiglie dei poveri, è un elemento chiave per determinare un equilibrio economico più giusto fra i Nord e i Sud del mondo. Certo, per uno sviluppo umano ed economico di lunga durata c'è bisogno delle infrastrutture di base, l'accesso all'acqua potabile, all'alloggio, alla formazione. Ma abbiamo toccato con mano che l'accesso dei poveri al sistema bancario del loro paese produce un reale cambiamento sociale. In Bolivia, per esempio, prima che Acción fondasse BancoSol nel 1992, una donna del mercato col suo tradizionale cappello e la sua gonna larga non avrebbe mai potuto varcare le porte di vetro di una banca del centro di La Paz. Ora, appena dieci anni dopo, ci sono quattro o cinque microbanche che competono per offrire servizi all'attività economica di quella donna e che la invitano a riunioni per chiederle di quali prodotti finanziari ha bisogno e come preferisce ricevere le informazioni. Questo è un cambiamento sociale incredibile in appena un decennio!"
Che cosa è cambiato negli Stati Uniti dopo l'11 settembre
per le organizzazioni del microcredito?

"I tragici eventi dell'11 settembre non fanno altro che dare ancora più risalto all'importanza del nostro lavoro. Potrei dire che ci hanno rimotivato a lavorare per fornire servizi finanziari ai poveri del mondo. La povertà e il senso di emarginazione, di essere tagliato fuori dalla vita economica del proprio paese, alimenta la disillusione e può portare a decisioni disperate".
In Italia per impulso di Microfinanza srl, si sta organizzando un'iniziativa
- un fondo di credito costituito come associazione senza fine di lucro - per sostenere
le istituzioni di microfinanza argentine nella grave crisi che ha colpito quel paese.
L'idea è quella che l'Argentina possa ripartire dal suo tessuto di micro e piccole imprese,
di sistemi e comunità locali per ricominciare a sperare nel futuro. Cosa ne pensi?

"Sono d'accordo che lo sviluppo delle microimprese potrebbe aiutare enormemente la ripresa dell'economia argentina. Tuttavia l'Argentina non ha una normativa favorevole al lavoro delle istituzioni di microfinanza. Infatti alle microbanche costituite come società commerciali è vietato il prestito a clienti che non abbiano una licenza di attività economica regolarmente registrata. Questo, come sapete, esclude la maggior parte di coloro che nel settore informale ha più bisogno dell'accesso al credito. Inoltre le norme in vigore prevedono che fondazioni e organizzazioni non governative [le forme in cui sono costituite oggi le organizzazioni di microcredito argentine n.d.r.] che lavorano nella microfinanza paghino normalmente le tasse sui loro redditi da interesse. Insomma non ci sono agevolazioni e quindi si ostacola il raggiungimento della sostenibilità economica di queste istituzioni. Credo che l'iniziativa di Microfinanza srl possa dare un contributo anche alla modifica del quadro giuridico, per poter sostenere maggiormente lo sviluppo della microimpresa".
Recentemente sul Wall Street Journal c'è stata una polemica
sulle difficoltà economiche dei clienti della Grameen Bank e della banca stessa.
Muhammad Yunus è intervenuto spiegando che si tratta di una situazione congiunturale legata alle alluvioni in Bangladesh, ma la questione resta aperta. Che rilevanza ha,
a tuo avviso, il problema della sostenibilità economica delle istituzioni di microfinanza?

"La microfinanza può essere sostenibile e anche remunerativa. Ad esempio, l'affiliata messicana di Acción, Compartamos, quando ha raggiunto i 35.000 clienti - con un prestito medio attorno ai 100 dollari - è diventata completamente autosufficiente dal punto di vista finanziario. Acción aiuta le sue affiliate a darsi un'operatività efficiente e trasparente.
La trasparenza è un punto chiave per il futuro della microfinanza e comprende l'obiettivo di raggiungere standard di informazione sul portafoglio a rischio che siano applicabili in tutto il mondo e che riflettano le pratiche migliori del settore bancario. Le autorità bancarie non accetterebbero, per esempio, che un prestito venga considerato semplicemente come arretrato dopo un anno di mancati rientri".
Investitori privati e accesso delle istituzioni di microfinanza ai mercati dei capitali:
come vanno le cose?

"Direi che oggi le istituzioni di microfinanza ben gestite hanno un buon accesso ai prestiti commerciali. Invece l'investimento in capitale da parte di investitori privati si sviluppa più lentamente di quello che avevamo previsto alcuni anni fa. Molti fondi d'investimento socialmente motivati che offrono un rendimento ai loro investitori - ad esempio Blue Orchard Finance, una divisione dei fondi Dexia [gruppo bancario controllato dagli enti locali francesi e belgi n.d.r.] - forniscono alle istituzioni di microfinanza capitale di credito. Organizzazioni come Compartamos (Messico) e BancoSol (Bolivia) hanno venduto o stanno vendendo certificati di deposito sui loro mercati nazionali o internazionali.
Invece la maggior parte dei fondi azionari come ProFund e AfriCap sono ancora in fase di sottoscrizione da parte di istituzioni multilaterali. Una delle attività più importanti del dipartimento Capital market di Acción è proprio progettare i futuri strumenti di investimento che potranno portare in questo campo le risorse dei privati. Anche per questo Acción sviluppa l'assistenza tecnica a tante istituzioni di microfinanza: per aiutarle a raggiungere una scala, una sostenibilità finanziaria e una redditività che le rendano attraenti per i mercati dei capitali. Da lì infatti potrebbero venire risorse molto consistenti per la crescita della microfinanza".
Per maggiori informazioni: www.accion.orgQuarant'anni di Acción© 2002 Microfinanza - Page update: 10 | 05 | 2002