Le suore-banchiere e le sarte di Kwentou
Giovedì 04 Novembre 2010 00:00
La microfinanza decolla nei villaggi del Burkina Faso, dove si trovano risorse imprenditoriali inaspettate, ma anche tante difficoltà
Dal rapporto di missione di Maria Grandinson
Kwentou è un villaggio di circa 2.000 abitanti che si trova a 26 chilometri da Bobo-Dioulasso, la seconda città più grande del Burkina Faso.
Mentre la maggiore parte della popolazione del villaggio parla anche francese, la lingua locale è il Djoula.
È una realtà rurale molto povera, anche se grazie ad una terra fertile e a piogge normalmente sufficienti le persone riescono a sopravvivere. La gente vive quasi esclusivamente di agricoltura di sussistenza, coltivando principalmente mais, karité, miglio e sorgo oltre ad alcuni tipi di frutta (mango).
Le attività commerciali sono poche, ma oltre il piccolo negozio, gestito dalla parrocchia, ci sono un paio di mulini, un ristorante, un panificio e alcune sartorie.
Con un reddito nazionale lordo pro capite di 480 dollari nel 2008, il Burkina Faso è uno dei paesi più poveri al mondo. Il paese si trova al penultimo posto dell’indice di sviluppo umano del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP). Circa l’80% della popolazione di 15,2 milioni di persone vive in zone rurali e si occupa di agricoltura (spesso di sussistenza), che è vulnerabile alla siccità periodica ed altri problemi (cavallette). Il paese ha una base industriale debole e poche risorse naturali. La manifattura è limitata alla trasformazione agroalimentare e alla lavorazione tessile, principalmente del cotone, dal quale, insieme all’oro, dipendono le esportazioni del paese.
Solo il 26% della popolazione adulta ha accesso ai servizi finanziari formali, avendo almeno un conto presso un’istituzione finanziaria registrata. La maggior parte dei burkinabé è quindi esclusa dal sistema finanziario formale. Il settore della microfinanza comprende 429 istituzioni e programmi registrati sul tutto il territorio nazionale. Complessivamente raggiungono 1,1 milioni di beneficiari e hanno un portafoglio prestiti lordo totale di 60,8 miliardi di franchi CFA (la moneta dei paesi francofoni dell'Africa occidentale) pari a 92,8 milioni di euro, e depositi totali di 71,9 miliardi di franchi CFA (109,6 milioni di euro).
L'Associazione Microfinanza e Sviluppo ha avviato una partnership con la Missione delle Suore di Maria Consolatrice di Kwentou. Nell'aprile 2010 sono andata a Kwentou in una missione di supporto al fondo di microcredito avviato dalle suore.
Il Centro di formazione delle Suore di Maria Consolatrice offre un percorso di tre anni di formazione a ragazze che non sono mai andate a scuola o hanno interrotto la loro scolarizzazione. Il curriculum è composto sia dei corsi teoretici (alfabetizzazione, matematica e contabilità) che dei corsi pratici (sartoria, tessitura, tintoria, parrucchiera, pasticceria, panificio). Nell’anno scolastico 2009/2010, il Centro di formazione ha ospitato 74 ragazze da 12 a 20 anni. 21 di queste hanno concluso la loro formazione a maggio del 2010. Il personale comprende 20 persone di cui 11 interni (abitano presso il centro) e 9 esterni.
Lo scopo del fondo di microcredito del Centro è di permettere alle ragazze che hanno terminato il percorso di formazione di intraprendere e sviluppare una propria attività imprenditoriale per promuovere la loro autosufficienza. Solo le ragazze che hanno seguito la formazione fino alla fine possono beneficiare di un credito dal fondo.
Il fondo ha iniziato nel 2009 e fini alla metà del 2010 sono stati erogati 15 crediti a 14 beneficiarie per un valore totale di 1.838.300 franchi CFA (2.802 euro). Il credito medio per cliente ha un valore di 187 euro. Dei 15 crediti erogati:
tre sono stati conclusi entro il termine e senza ritardi nei rimborsi;
2 sono ancora in corso con rimborsi regolari;
4 sono ancora in corso, ma con rimborsi irregolari e incompleti;
1 è già scaduto con ritardi nei rimborsi;
5 possono essere considerati in sofferenza (default).
Nel mese di giugno 2010 è in fase di avvio la nuova erogazione di microcrediti, una dozzina, alle ragazze che hanno completato il ciclo di formazione. I nuovi microcrediti, per un totale di circa 2.200 euro, si baseranno sulla nuova struttura proposta a seguito della missione e dell’attività di formazione e tutoraggio svolta.
Infatti dall’analisi della prima tranche di microcrediti sono emersi i seguenti ostacoli e problemi:
- una certa mancanza di disciplina e rispetto per i tempi e le somme dei rimborsi e un monitoraggio debole;
- la mancanza di accompagnamento (business support) nell’avvio e nello sviluppo delle attività. Benché la contabilità venga insegnata alle ragazze durante la formazione, la maggior parte di esse non tiene ancora bene i conti o non li utilizza per tener traccia e pianificare la loro attività;
- clientela insufficiente nella vicinanza immediata delle attività finanziate (villaggi piccoli come Kwentou). Il fatturato delle attività è spesso molto basso;
- l’allevamento di maiali, attività di alcune delle giovani, non è un’attività adatta per essere finanziata solo con un microcredito perché richiede un investimento iniziale significativo. Ci vogliono almeno 10-12 mesi prima che questo tipo di attività renda (i maialini devono avere almeno 6 mesi prima di essere venduti o utilizzati per la riproduzione). Non si tratta più di un microcredito, ma di un microinvestimento che ha bisogno di un finanziamento calibrato.
Uno degli obiettivi del fondo di microcredito è di sostenere le ragazze del centro per essere autosufficienti. Visto che i clienti in un singolo villaggio sono spesso troppo pochi, è necessario cercare anche dei clienti e mercati altrove. Un gruppo di ragazze con la sartoria in comune ha cominciato ad andare, a turno, a Bobo-Dioulasso per cercare di vendere i propri vestiti al mercato. Questo allargamento del mercato dovrebbe essere incrementato, anche trovando altri clienti come le scuole per fare i grembiulini o le uniformi.
Dall’attività di formazione e tutoraggio sono emerse le raccomandazioni per lo sviluppo del fondo di microcredito. Tra esse:
- includere una valutazione del budget familiare per cercare di stimare la rata di rimborso più interesse “giusta” (trattandosi di prestiti individuali, la rata non dovrebbe superare il 25-30% delle entrate mensili della famiglia) e di evitare situazioni di sofferenze (e default);
- valutare bene la sostenibilità dei finanziamenti per l’allevamento di maiali e altri tipi di allevamenti (capre, polli);
- essere più severi con i ritardi per promuovere una disciplina e un rispetto per i rimborsi, che sono una responsabilità, per evitare che manchino senza gravi motivi;
- mettere in piedi un programma di accompagnamento per assistere le beneficiarie con la redazione e l’uso del conto economico (bilancio d’impresa) e del bilancio familiare;
- raggruppare le beneficiarie e organizzare degli incontri per favorire la rete tra loro stesse (le più anziane possono per esempio assistere le più giovani con i conti economici) e anche con altre persone con esperienza imprenditoriale, per poter discutere problemi comuni e trovare soluzioni insieme.
